Energia UE: accelerare rinnovabili, accumulo e resilienza
giovedì 14 maggio 2026
In un incontro informale a Nicosia, l’UE ha ribadito la spinta verso più rinnovabili e sistemi di accumulo, con maggiore coordinamento tra gli Stati e una riduzione della dipendenza dai fossili.
Il commissario all’Energia ha sottolineato che la crisi è legata alle fonti fossili; la volatilità geopolitica impone una rapida transizione verso fonti domestiche e a basse emissioni.
È stato riconosciuto un progresso verso un mix energetico più verde, ma le tensioni mediorientali incidono sui prezzi. Uno studio di Crea mostra che i Paesi con alta quota FER potrebbero risparmiare fino a 8,5 miliardi di euro sulle bollette, circa il 58% in meno rispetto a quelli fortemente dipendenti dai fossili.
La flessibilità del sistema dipende dalla non fossillità e dagli accumuli. Serve aumentare la capacità di stoccaggio e rivedere le regole per far partecipare gli accumulatori ai servizi di rete, oltre a rafforzare le catene di approvvigionamento di componenti chiave.
Sull’uso del gas oltre il 2030, Acer ha illustrato lo sviluppo del GNL. Ieefa segnala che nel 2026 il 63% delle importazioni UE di GNL arriva dagli Stati Uniti e potrebbe salire all’80% entro il 2028-29.
È stato presentato il catalogo delle buone pratiche: efficienza energetica come pilastro, quadro normativo stabile e trasparente, obbligo di tradurre gli audit in interventi concreti; piani di ristrutturazione e incentivi fiscali per le ristrutturazioni, con graduale eliminazione dei vantaggi ai fossili.
La gestione flessibile della domanda passa da contatori intelligenti, reti digitali e tariffe che premiano le riduzioni di picco. Vanno sviluppati programmi di risposta della domanda (demand response) con prezzi dinamici.
Per le rinnovabili servono zone di accelerazione, semplificazioni autorizzative e strumenti digitali; promuovere autoconsumo e comunità energetiche con tariffe dedicate e hub di supporto nazionali.
Riscaldamento ed elettrificazione: incentivi per sostituire vecchie caldaie con pompe di calore, integrazione con teleriscaldamento; restrizioni sulle caldaie fossili in nuovi edifici. Trasporto: potenziare trasporto pubblico e ferroviario e incentivare veicoli elettrici e mobilità condivisa.
Esempi italiani: silenzio-assenso PAS per impianti di riscaldamento, rinnovi termici e recupero di calore da data center; piattaforma Suer per FER operativa entro giugno 2026.
Se le norme UE esistenti accelerano, l’UE potrebbe tagliare la domanda di gas di 10-15 bcm all’anno e il consumo di petrolio di 15-20 milioni di tonnellate equivalenti all’anno.