• Energia tra Comuni e Governo: tensioni sulle rinnovabili

    giovedì 7 maggio 2026

    La crisi energetica, amplificata dalla guerra in Medio Oriente, mette in luce le frizioni tra chi guidava l’industria e chi decide dove installare impianti. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, denuncia che Comuni e enti locali rallentano le autorizzazioni per le rinnovabili. Stima che circa 4.000 impianti, pari a 147 GW di capacità, siano fermi, e chiede elenchi puntuali delle istanze in fase di permitting e tempi di approvazione più rapidi per aree idonee e connessione in rete.

    Anci, dall’altra parte, istituisce la commissione Politiche energetiche il 6 maggio. L’obiettivo è accelerare la transizione nelle città e promuovere l’adozione delle rinnovabili, pur rispettando contesto locale. Tommaso Ferrari, presidente della commissione, parla di due temi prioritari: accelerare la transizione e definire strumenti mancanti, e contestualmente riflettere su consenso e posizionamento delle rinnovabili nei territori, con un position paper entro fine anno.

    In un’intervista, Ferrari ha detto che il ruolo dei Comuni è centrale, ma spesso le città sono informate sui progetti troppo tardi o senza concertazione, così da limitare migliorie. È necessario coinvolgere i territori, rafforzare il dialogo tra investimenti strategici e autonomia decisionale locale, evitando polarizzazioni tra tifo per le rinnovabili e resistenze.

    In questa cornice, Anci crea due gruppi interni: efficienza/patrimonio e fonti di energia/territorio. Mario Conte riferisce di un incontro con il ministro Pichetto Fratin il 22 aprile: sollecitano transizione energetica, maggiore efficienza degli edifici comunali, risorse e sburocratizzazione. Chiedono anche aggiornamenti sul Conto Termico, finora rallentato, per riequilibrare i finanziamenti territoriali.

    Sul versante politico, Pichetto Fratin e Alessandra Todde, presidente della Sardegna, trattano da giorni diverse posizioni sulle aree idonee. Il ministro parla di Nimby e di un allungamento storico dei tempi, con dissensi tra ministeri e regioni. Todde ribalta l’accusa di rallentare le Fer: la Sardegna ha investito un miliardo di euro in fondi europei e regionali. Sostiene che il problema non sia l’obiettivo, ma dove mettere le rinnovabili, difendendo l’autonomia territoriale e chiedendo una pianificazione condivisa.