Energia solare per i siti militari italiani: obiettivi e sfide
lunedì 18 maggio 2026
La Difesa italiana punta a coprire i consumi energetici dei propri siti con energia rinnovabile. Si è chiusa il 16 maggio la fase di scoping del Programma di interventi per lo sviluppo delle energie rinnovabili (Pser), con dodici enti che hanno presentato osservazioni.
Dal rapporto preliminare emergono dati chiari: i militari consumano circa 594 GWh all’anno (122,6 ktep). L’obiettivo è, a medio termine, coprire tutto il fabbisogno mediante autoproduzione da rinnovabili e maggiore efficienza energetica.
La Difesa ha selezionato 28 siti in sette regioni, per un’area di 925,44 ettari. Si punta a installare 462,9 MW di fotovoltaico a terra, con una generazione attesa di circa 725 GWh all’anno. Si userà solo l’8% del potenziale disponibile, escludendo i tetti.
Le tecnologie previste includono pannelli ad alta efficienza (Perc o Topcon) su silicio policristallino, pensiline agrifotovoltaiche con inseguimento e tilt regolato dal terreno.
È previsto anche l’accoppiamento del fotovoltaico a sistemi di accumulo e, dove possibile, la creazione di comunità energetiche; non sono indicati però target numerici specifici.
La consultazione ha prodotto 12 osservazioni: rischio idraulico e gestione delle alluvioni; valutazione di incidenza ambientale anticipata; attenzione a prati stabili e avifauna protetta; compatibilità con tutele forestali regionali; sostenibilità idrica per agrivoltaico in Puglia; necessità di consultazione preventiva per aggiornamenti in Trento.
È in corso un accordo triennale tra Gse e Difesa Servizi (DS) per accelerare la transizione energetica: formazione, cofinanziamenti, storage, biocarburanti, infrastrutture di ricarica e veicoli a zero emissioni. DS segnala 27 impianti su oltre 1 milione di mq di terreni e circa 500.000 mq di tetti, per oltre 150 GWh/anno.
Il quadro normativo privilegia le aree idonee per terraferma e un regime di autoconsumo a distanza; in Sardegna una porzione di 37 ettari sul colle Sant’Ignazio è stata rimossa dal bando Energia 5.0 dopo l’opposizione regionale, considerata zona ad alto pregio paesaggistico e culturale.