Energia solare in caso di black-out: come funziona il backup domestico
martedì 22 settembre 2026
Il cambiamento climatico aumenta i blackout: in estate molte città hanno avuto interruzioni di corrente, soprattutto con la richiesta di condizionatori. Anche l’autunno porta guasti legati a maltempo sempre più intenso.
Gli inverter domestici hanno una protezione CEI 0-21: se non rilevano corrente in ingresso non forniscono energia solare, per motivi di sicurezza. Il risultato è che chi ha il fotovoltaico resta al buio durante un blackout.
Oggi molti impianti hanno la funzione backup. Gli inverter senza backup esistono solo sui modelli più piccoli; i sistemi con backup mantengono la casa alimentata passando a una modalità islanding: pannelli e batteria alimentano l’abitazione anche senza la rete.
Esistono due tipi di backup: integrato nell’inverter o in un box separato venduto a parte. Il box può offrire più funzioni e, se serve, collegarsi a generatori: utile ma con un costo maggiore.
Attivazione: alcuni inverter partono automaticamente al blackout, altri richiedono intervento manuale. La modalità stand-alone ha limiti di potenza: superata la soglia, l’inverter si spegne. Una batteria di qualche kWh aiuta a stabilizzare la fornitura.
Per non rischiare spegnimenti, si consiglia di destinare al backup prese e apparecchi a basso consumo. Evitare carichi pesanti (pompie di calore, motori) o apparecchi con forti avviamenti, perché possono far bloccare l’inverter.
L’installazione deve essere fatta da professionisti: non è consigliabile collegare l’intero impianto. Un quadro separato per il backup permette di gestire carichi ridotti e controllare lo stato tramite l’app.
Se durante il giorno il fotovoltaico produce, la potenza disponibile aumenta, riducendo il rischio; comunque è prudente controllare la domanda dall’app e non pretendere che l’impianto in backup funzioni come la rete normale.