Energia solare e terra al servizio del Vaticano
venerdì 28 agosto 2026
Il Vaticano avvia un grande impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, alle porte di Roma. L’impianto avrà tra 80 e 90 MW di potenza, interesserà circa 200 ettari e richiederà circa 100 milioni di euro. L’obiettivo è rendere autosufficiente il fabbisogno energetico dello Stato della Città del Vaticano.
A giugno 2026 sono stati fatti due passi chiave. Il 1° giugno Papa Leone XIV ha istituito la Fondazione Fratello Sole per la costruzione, la gestione e gli aspetti finanziari del progetto. Il 10 giugno Governatorato, Apsa, Fondazione Fratello Sole e Acea hanno firmato un protocollo per definire come realizzare la centrale e integrare energia, agricoltura, ambiente e gestione delle acque.
La corrente prodotta servirà principalmente a Radio Vaticana e potrebbe coprire interamente i consumi del Vaticano. In caso di eccedenze, una parte potrebbe essere ceduta all’Italia. Una stima preliminare, basata su un parco da 7 MW già attivo a Santa Maria di Galeria, suggerisce una produzione attorno a 143-161 GWh all’anno per l’impianto da 80-90 MW, se le condizioni restano simili.
Il progetto è regolato da un quadro giuridico speciale: la tenuta appartiene alla Santa Sede ma è in territorio italiano. L’accordo bilaterale firmato nel 2025, entrato in vigore nel 2026, garantisce il regime favorevole e alcune esenzioni fiscali italiane, senza incentivi statali. L’attuazione non deve gravare sulle finanze pubbliche e i tempi stimati sono 18-24 mesi per autorizzazioni e costruzione.
Questo intervento segna una svolta: la prima infrastruttura di produzione rinnovabile su scala territoriale per coprire i consumi vaticani. In Vaticano esiste già una rete di teleriscaldamento e stazioni di ricarica, e dal 2022 aderisce alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.