• Energia solare a bordo: potenziale e sfide della mobilità elettrica

    giovedì 15 ottobre 2026

    Il fotovoltaico integrato nei veicoli (VIPV) è una tecnologia emergente: sta passando da dimostrazioni a prime applicazioni commerciali. Studi internazionali indicano un potenziale interessante, ma molto variabile, legato al tipo di veicolo, alle superfici esposte e alle condizioni di utilizzo. Nelle auto private i guadagni sono limitati; nei veicoli con superfici ampie si ottengono i migliori benefici.

    Nel trasporto logistico e nel trasporto pubblico il potenziale è maggiore: furgoni, autobus, camion e rimorchi dispongono di superfici estese e usano energia per refrigerazione e climatizzazione. Per i camion elettrici VIPV potrebbe aumentare l’autonomia giornaliera fino al 15%; in estate un rimorchio può produrre fino a 55 kWh/giorno dal tetto, e tra 90 e 110 kWh/giorno se si aggiungono le superfici laterali.

    Queste opportunità dipendono dall’equazione economica: costi, integrazione tecnica e regole influenzano i tempi di ritorno. In scenari favorevoli, l’investimento può essere recuperato in meno di due anni per veicoli commerciali molto esposti al sole e con consumi ausiliari elevati.

    Sulla maturità commerciale i segnali sono eterogenei. Toyota offre un tetto solare opzionale sulla Prius Plug-in Hybrid 2026, dimostrando che l’energia solare a bordo è già commercialmente disponibile. Altri progetti, come Mission Efficiency di Volkswagen e i dimostratori Nissan/Lightyear, restano in fase di sviluppo. Nel trasporto pesante, 250 rimorchi solari entreranno in servizio nel 2026 (IM Efficiency).

    La rete elettrica entra nell’analisi: se tutti i nuovi veicoli venduti tra il 2024 e il 2030 avessero VIPV, la domanda di elettricità dalla rete europea potrebbe ridursi di circa 15,6 TWh nel 2030. Si tratta di una simulazione che mostra come VIPV possa essere parte del sistema energetico, non solo una novità automobilistica.

    Suntrans esamina come passare dal potenziale all’uso concreto: tre casi pilota a Izmir, Alba Iulia e Bilbao, focalizzati su trasporto pubblico e logistica dell’ultimo miglio. Per l’adozione servono affidabilità, manutenzione gestibile, peso contenuto, standard comuni e chiari ruoli e responsabilità. Attualmente mancano standard specifici e procedure di qualificazione per VIPV, soprattutto su superfici curve; l’interazione tra costruttori, operatori, utilities e regolatori richiede accordi su costi e regole. L’esito dipende da condizioni sociali e normative favorevoli.