Energia, rinnovabili e crescita: una nuova cornice europea
venerdì 22 maggio 2026
Le previsioni economiche di primavera della Commissione europea evidenziano uno shock energetico che rallenta la crescita europea, in un contesto di elettrificazione accelerata prevista entro giugno.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha tagliato notevolmente i flussi di petrolio e gas LNG, spingendo a ridurre la dipendenza da gas e petrolio importati. Gli investimenti in resilienza energetica avviati dal 2022 cominciano a dare frutti.
L’inflazione resta elevata nel breve periodo, trainata dai prezzi dell’energia. Il picco è atteso nel 2026, seguito da una progressiva riduzione nel 2027, ma i costi energetici rimarranno circa il 20% sopra i livelli prebellici.
A livello europeo il debito pubblico/PIL salirà dall’82,8% nel 2025 all’84,2% nel 2026 e all’85,3% nel 2027; in Italia il rapporto è molto più alto, attestandosi intorno al 138,4%.
Gli Stati Uniti guadagnano terreno come esportatori netti di energia; investimenti pubblici in difesa e transizione energetica potrebbero controbilanciare la debolezza del settore privato.
La presidente von der Leyen annuncia un orientamento a coordinare investimenti strategici e domanda aggregata. Nel capitolo energetico si citano RESourceEU, un Centro per materie prime critiche, il potenziamento delle reti e un piano d’azione per l’elettrificazione, per rafforzare il mercato unico e l’indipendenza energetica.
La quota di energia prodotta da fonti rinnovabili sta crescendo: la capacità installata è aumentata notevolmente tra il 2020 e il 2024, e nel 2025 le rinnovabili arrivano a circa il 45% della produzione elettrica. Questo abbassa i prezzi all’ingrosso quando il solare/eolico hanno condizioni favorevoli, ma aumenta la volatilità.
Nell’analisi nazionale emergono differenze: Italia e Spagna hanno una dipendenza diversa dal gas rispetto a Iberia, Germania e Paesi Bassi, a causa di mix energetico e infrastrutture. L’Italia resta più vulnerabile al prezzo del gas, con conseguenze sui prezzi all’ingrosso e sui conti pubblici.
In Italia, il PIL reale crescerà circa 0,5% nel 2026 e 0,5% nel 2025; nel 2027 si stima +0,6%. Il deficit/PIL scenderà al 2,9-3,1% e il debito/PIL salirà al 139,2% nel 2027. L’inflazione salirà al 3,2% nel 2026, poi scenderà sotto il 2% nel 2027, pur mantenendo pressioni su alimentari e servizi.
Le misure di sostegno al settore energetico finora adottate, pari a 0,06% del PIL, sono state finanziate con risparmi di bilancio e potrebbero non essere facilmente ripetibili.