Energia, riforme in cantiere e riserve energetiche
mercoledì 14 gennaio 2026
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha risposto in Aula a diverse interrogazioni: conferma che il Dl Energia-Bollette resta in fase di definizione e privo di calendario, mentre sono in corso valutazioni tecniche ed economiche per l’impostazione generale. Confermato che l’assetto in riserva fredda delle centrali di Brindisi e Civitavecchia è oggetto di studi, nel rispetto delle norme europee e delle condizioni di sicurezza del sistema.
Per quanto riguarda il caro energia, i dati portati all’attenzione mostrano un prezzo medio indicativo di 116 €/MWh nei primi undici mesi del 2025, con povertà energetica e difficoltà di riscaldamento che colpiscono milioni di famiglie. Il ministero sottolinea l’impegno a strumenti di breve termine per ridurre i costi delle bollette e a misure strutturali per promuovere energie rinnovabili e una maggiore competitività, anche tramite il disaccoppiamento dei prezzi dall’andamento del gas. Si citano bonus sociali, autoconsumo, comunità energetiche e interventi come l’Energy Release; è in corso un pacchetto organico di riforme volto a ridurre progressivamente gli oneri generali di sistema, con particolare attenzione alle PMI.
Sul Dl Energia-Bollette le tempistiche restano aperte: non sono fissate date. Il Mase indica strumenti di sistema in evoluzione (Fer X, Fer Z, testo unico rinnovabili, aree idonee, Ppa, interventi su rete e gas) e lavora su contratti rinnovabili a prezzi calmierati, con la riforma del Pnrr che prevede l’intervento del Gse come garante di ultima istanza. Sono menzionate anche la “risoluzione della saturazione virtuale della rete” e il “gas release” come norme orientate a modificare il quadro regolatorio.
Sul fronte carbone, si conferma l’impegno a cessare l’uso entro il 31 dicembre 2025. Brindisi e Civitavecchia non risultano economicamente sostenibili e restano ferme, ma possono entrare in “assetto di riserva fredda” per motivi di sicurezza energetica, pronti a scattare in caso di emergenze legate al gas. Le valutazioni tecniche ed economiche proseguono per definire il perimetro operativo, con attenzione agli aspetti occupazionali (centinaia di posti tra diretti e indotto) e con l’apertura a percorsi di riqualificazione industriale o smantimento qualora la sicurezza lo permetta, dopo il coinvolgimento di tavoli di lavoro e possibili commissariamenti.