Energia pulita per tutti: progresso incerto e sfide in Africa
venerdì 26 giugno 2026
L'accesso all'energia pulita, economica e affidabile resta lontano: nel 2023-2024 circa 655 milioni di persone non hanno elettricità e oltre due miliardi cucinano con combustibili e tecnologie inquinanti. Il rapporto Tracking SDG 7: The Energy Progress Report, realizzato da IEA, IRENA, ONU, Banca Mondiale e OMS, valuta i progressi verso l’obiettivo delle Nazioni Unite per il 2030.
Il quadro è segnato da forti disuguaglianze sociali, economiche e tecnologiche e da difficoltà di reperire finanziamenti adeguati per progetti come solare off-grid e mini-reti nelle zone rurali. L'Africa subsahariana è la regione più in ritardo: oltre 560 milioni non hanno elettricità e circa 970 milioni non hanno accesso a sistemi di cottura puliti.
I segnali di progresso includono una forte espansione delle fonti rinnovabili, che ora rappresentano oltre il 30% del consumo globale di elettricità. I flussi pubblici internazionali per energie rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo sono aumentati solo leggermente, a 24,6 miliardi di dollari nel 2024 (24,4 nel 2023), ben al di sotto del picco di 31,4 miliardi registrato nel 2016.
Il modello di finanziamento resta dominato dal debito, che nel 2024 copre circa l’80% dei flussi totali. Le sovvenzioni incidono sul 13%, mentre capitale proprio e garanzie sul rischio valgono rispettivamente il 2% e il 5%.
Fatih Birol, direttore dell’IEA, ricorda che dal 2010 circa 1,5 miliardi di persone hanno accesso alla cottura pulita e 800 milioni all’elettricità, dimostrando che con politiche adeguate il progresso è possibile e porta benefici per salute, economia e resilienza delle comunità.
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’OMS, sottolinea che l’energia pulita universale è anche una questione di salute pubblica: l’inquinamento domestico da combustibili per cucinare provoca malattie, morti premature e danni ambientali.
Le soluzioni più promettenti includono rinnovabili distribuite (solare off-grid, mini-reti) e cottura elettrica, bioetanolo e biogas. Tuttavia l’ostacolo chiave resta l’accessibilità economica: costi di allaccio e cablaggio ostacolano molti utenti; servono sussidi mirati e finanziamenti innovativi. Senza interventi, entro il 2030 circa 1,8 miliardi potrebbero dipendere da combustibili inquinanti, soprattutto in Africa subsahariana.