• Energia pulita per le isole: Grecia lancia un piano da 2,3 miliardi

    venerdì 4 settembre 2026

    La Grecia avvia un programma da 2,3 miliardi di euro per decarbonizzare le isole, includendo nuove interconnessioni elettriche, impianti rinnovabili con accumulo, infrastrutture idriche e punti di ricarica per veicoli elettrici. Il Fondo Island Decarbonisation Fund, approvato dall’Unione europea e dalla BEI, riunisce interventi per trasformare l’energia insulare, ancora molto dipendente dalle importazioni di combustibili fossili.

    La parte centrale del pacchetto è di 1,1 miliardi per reti e infrastrutture nel Dodecaneso, nelle Cicladi e nell’Egeo nordorientale. Altri 977 milioni finanzieranno progetti rinnovabili abbinati a sistemi di accumulo, con particolare sostegno al fotovoltaico in autoconsumo per case, alberghi, ristoranti, negozi, uffici, ospedali, scuole e strutture pubbliche. Si aggiungono 200 milioni per dighe e bacini multifunzionali e 56 milioni per infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.

    Le interconnessioni sono centrali: collegare gradualmente le isole alla rete continentale riduce l’uso di centrali fossili, amplia la quota di energia rinnovabile disponibile e contiene i costi di approvvigionamento, mentre rinnovabili e accumulo aumentano l’autonomia e la flessibilità del sistema.

    Il meccanismo di finanziamento nasce dal possedere fino a 25 milioni di quote ETS. La dotazione stimata dal Fondo è intorno ai 2 miliardi, ma l’importo finale dipenderà dal prezzo delle quote. L’accordo del 2024 tra governo, Commissione europea e BEI ha prefigurato che la vendita delle quote possa generare risorse significative; nel 2026 è stata registrata una valutazione positiva per procedere con le aste nel 2027. La BEI valuta la sostenibilità e gestisce la parte finanziaria, fornendo assistenza tecnica tramite InvestEU Advisory Hub. Si prevede che il meccanismo possa mobilitare oltre 4 miliardi di euro in sei anni in nove gruppi insulari, coprendo fino al 60% degli investimenti.