• Energia pulita e nucleare: l’ambizione europea verso i reattori modulari

    martedì 10 marzo 2026

    La Commissione europea ha presentato una strategia per stimolare investimenti nelle energie pulite, una strategia sui piccoli reattori modulari (Smr) e un pacchetto di misure per abbassare le bollette. Ursula von der Leyen ha ribadito la centralità del nucleare, sostenendo che ridurre la quota di atomico nel mix energetico sia stato un errore. L’obiettivo è far dell’Europa un hub globale delle nuove tecnologie; anche l’Italia sta spingendo la filiera nucleare nonostante costi elevati e nessun Smr operativo. Le audizioni parlamentari sul ddl delega hanno riunito contributi di vari soggetti, tra cui il Gse.

    La strategia per le fonti pulite mira a colmare il divario tra capitale privato disponibile e le spese necessarie alla transizione, in stretta collaborazione con la BEI, che investirà oltre 75 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Come parte del pacchetto, è previsto un sostegno indicativo fino a 500 milioni di euro al Fondo di investimento per le infrastrutture strategiche. Strumenti proposti includono la cartolarizzazione di flussi futuri di entrate (tariffe di rete e premi per le rinnovabili) in titoli negoziabili a basso rischio, e l’uso di obbligazioni ibride per attrarre investitori istituzionali senza aumentare eccessivamente il debito.

    Il pacchetto per i cittadini propone azioni concrete per ridurre le bollette: cambiare fornitore più rapidamente, abbassare imposte e prelievi sull’energia e fornire informazioni trasparenti sui contratti. Inoltre, mira a permettere alle famiglie di produrre e condividere energia e a contrastare la povertà energetica.

    Nel discorso pro‑atomico tenuto a Parigi, von der Leyen ha ribadito che la corsa alle tecnologie nucleari è aperta: l’Europa ha risorse e una forza lavoro altamente specializzata e intende mantenere leadership nell’innovazione dei reattori modulari. I Smr sono classificati in tre categorie: piccoli reattori ad acqua leggera, reattori modulari avanzati e micro-reattori trasportabili. Potrebbero fornire elettricità pulita, calore decarbonizzato e persino idrogeno a basse emissioni. L’obiettivo è avere Smr operativi in Europa entro l’inizio degli anni 2030, in sinergia con le fonti rinnovabili. Le tre misure chiave sono: sandbox normative per testare innovazioni, una garanzia di 200 milioni di euro dal sistema ETS per investimenti privati, e una cooperazione transfrontaliera per economie di scala, accelerare le autorizzazioni e sviluppare le competenze necessarie.