Energia per l’era digitale: solare, accumulo e reti in una pianificazione coordinata
mercoledì 28 ottobre 2026
Un breve white paper dell’Alleanza per il fotovoltaico in Italia invita a coordinare sviluppo di generazione, accumulo e reti per sostenere la crescita di data center e dei consumi legati all’intelligenza artificiale. Il FV utility-scale è indicato come una delle principali tecnologie per rispondere all’aumento della domanda energetica dell’economia digitale.
Se i nuovi grandi carichi non si accompagnano con una programmazione congiunta di generazione, connessioni, accumuli e interventi sulla rete, si rischia di aumentare la pressione sui sistemi elettrici, sui prezzi e sulla produzione termoelettrica.
Secondo l’IEA, la domanda elettrica globale potrà crescere del 3,6% all’anno tra il 2026 e il 2030, rispetto al 2,8% del decennio precedente; in UE la crescita attesa è circa il 2,3% annuo. I data center sono tra i motori principali della crescita, insieme all’elettrificazione di trasporti, edifici e industrie.
In Irlanda i data center pesano quasi un quarto della domanda elettrica nazionale; anche in Italia si prevede una forte espansione: la capacità installata potrebbe salire da 609 MW (2025) a 2,3–4,6 GW entro il 2035. I consumi dei data center, pari a circa 5,8 TWh nel 2024, potrebbero assorbire tra il 7% e il 13% della domanda nazionale entro il 2035; le richieste di connessione hanno superato i 100 GW ad agosto 2026, ma i progetti pronti a partire sono solo circa 1,9 GW.
Il solare fotovoltaico utility-scale è visto come tecnologia chiave per accompagnare questa domanda, grazie a maturità tecnologica, scalabilità e tempi di realizzazione rapidi. Nel 2025 l’Italia ha prodotto 44,3 TWh di energia solare, +25,1% sul 2024, coprendo oltre il 14% della domanda elettrica; le rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno complessivo.
Tuttavia il FV da solo non basta: serve accompagnare la crescita con accumuli, altre fonti rinnovabili e reti adeguate per garantire flessibilità al sistema. È opportuno favorire contratti di fornitura a lungo termine (PPA) tra produttori rinnovabili e operatori digitali.
In Lombardia si testa una linea d’azione regionale: una nuova legge prevede che l’elettricità non autoconsumata debba essere acquistata tramite contratti di acquisto da fonti rinnovabili, con nuove prescrizioni sulle connessioni alla rete.