Energia in Umbria: tra piccole installazioni e contenziosi
sabato 25 aprile 2026
In Umbria la priorità è una transizione energetica mirata e diffusa, non grandi impianti a terra. La Regione ha avanzato una interpretazione normativa per salvaguardare le aree non idonee e ha buon ingresso nella commissione nazionale Pnrr-Pniec per difendere il territorio.
Con l’assessore Thomas De Luca, l’Umbria presenta un piano basato su installazioni piccole e vicino alla domanda: tetti, aree industriali dismesse e cave. Il Prizat individua zone di accelerazione solare e propone estensioni anche per l’eolico, con coinvolgimento delle comunità locali e attenzione al paesaggio. L’obiettivo è evitare impatti ambientali pesanti e concentrare su microreti con accumulo.
Tuttavia non basta: l’Umbria punta a 1.756 MW entro il 2030 con una rete diffusa, non solo tetti. Si punta alla decarbonizzazione di industrie energivore come cementifici a Gubbio e siderurgia a Terni. Un bando da 10 milioni promuove l’idrogeno verde in aree industriali dismesse; si mira a fare di Gubbio un hub nazionale e a sostituire pet-coke con idrogeno verde.
Per PMI e aziende, la regione utilizza fondi Fesr 2021-2027 per efficienza, autoproduzione rinnovabile, stoccaggio e comunità energetiche.
Le modifiche alla legge sulle aree idonee, impugnate dal Governo, saranno difese in Corte Costituzionale. Si sostiene che la definizione di area non idonea non vieta l’uso ma indica probabilità negative. Si evidenzia che il decreto ministeriale 2010 non sarebbe stato abrogato dal Dl 175/2025 e che la normativa nazionale limita la flessibilità regionale.
Relativamente all’agrivoltaico, 180 giorni per linee guida: verrà chiesto che gli impianti siano legati a un’azienda agricola umbra, con piano colturale, dimostrazione di resa, tutela della biodiversità, rispetto a agricoltura biologica o integrata, benessere animale e paesaggio. Garanzie finanziarie per ripristini.
La Regione è l’unica a nominare rappresentanti fissi nella commissione Via: l’obiettivo è mantenere la prerogativa di governare il territorio, evitando decisioni accelerate che sottraggano potere alla Regione; si attende per i prossimi pareri.