• Energia in ritardo: lo stato dei decreti attuativi nel governo Meloni

    venerdì 10 aprile 2026

    A oggi, fino al 31 marzo 2026, il governo Meloni ha adottato il 63,6% dei decreti attuativi previsti dagli atti legislativi di iniziativa governativa, cioè 862 su 1.355. Circa un terzo degli atti ha completato l’iter con tutti i relativi decreti attuativi (33,5%).

    Tra i ministeri, l’Ambiente e la Sicurezza energetica è tra i più in ritardo: deve emanare 42 provvedimenti, al quarto posto dietro Economia e Finanze (95), Salute (51) e Infrastrutture e Trasporti (49). In totale, il governo ha smaltito 1.156 provvedimenti di sua competenza e ereditati (294) con un tasso di adozione del 66,7%, in lieve calo rispetto a dicembre 2025.

    I programmi governativi mostrano che la maggior parte dei provvedimenti attuativi riguarda economia e lavoro: 12,3% dei decreti (167). Il punto 'Per un fisco equo' registra 165 decreti; 'L’Ambiente, una priorità' 121; 'Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee' 117.

    Per quanto riguarda l’energia, il Mase ha portato a termine 43 provvedimenti su 85 previsti (50,6%), ben al di sotto della media di governo (63,6%). Tra i 42 non adottati, 13 hanno scadenza già superata, evidenziando criticità legate alla transizione energetica.

    'La sfida dell’autosufficienza energetica': 25 decreti attuativi adottati o abrogati su 49 (51%), con 12 atti con termine scaduto. In 'L’Ambiente, una priorità' sono 71 su 121 (58,7%), con 13 atti scaduti.

    Tra gli articoli in ritardo figurano norme chiave: Dlgs 190/2024 (regimi per fonti rinnovabili), Dl 84/2024 (materie prime critiche), Dl 181/2023 (sicurezza energetica e rinnovabili) e Dl 21/2026 (riduzione dei costi energetici). Altre misure in ritardo includono Dl 19/2025 (agevolazioni tariffarie) e Dl 176/2022 (sostegno al settore energetico).