• Energia in equilibrio: forniture, tasse e rinnovabili in bilico

    venerdì 10 aprile 2026

    Meloni descrive una delle crisi energetiche più gravi, con due leve d’azione: diplomazia per garantire forniture e misure interne per contenere i prezzi. Si evidenzia la dipendenza dall’importazione e la necessità di diversificare partner, puntando su Nord Africa, Azerbaijan e altri, per evitare uno shock dei prezzi.

    La diversificazione è utile, ma rischia di legare l’Italia a forniture fossili costose. Esempi europei mostrano che investire in rinnovabili riduce le bollette, rendendo questa traiettoria preferibile. Il taglio delle accise resta una misura emergenziale segnalando un modello a breve termine.

    Il Dl Bollette è presentato come intervento strutturale, apprezzato dal mondo produttivo, ma contiene la proroga delle centrali a carbone fino al 2038 e la sterilizzazione della componente ETS nei prezzi elettrici. L’ETS, nato per ridurre le emissioni, qui viene visto come causatore di prezzi alti. Si chiede flessibilità all’UE e revisione per ridurre volatilità.

    Analisi di Ata Insights segnala limiti: l’art.6 pieno potrebbe redistribuire i costi ai consumatori e rendere l’Italia esportatore netto, cosa che ARERA vuole evitare. Inoltre, minerebbe ricavi delle rinnovabili e i contratti a lungo termine (PPA), favorendo controversie.

    Sul piano economico, si prevedono tagli alle stime di crescita: 0,5-0,6% quest’anno e 0,6-0,7% il prossimo. L’UE potrebbe sospendere temporaneamente le regole sul deficit se la crisi Iran peggiora. Il ministro Pichetto Fratin avverte che prorogare le accise peserebbe sui cittadini e potrebbe aumentare il debito; mancano incentivi stabili per la mobilità elettrica e una riforma fiscale auto.