Energia europea: una rete più forte e autonoma
giovedì 22 ottobre 2026
La Commissione europea annuncia un piano per completare l’Unione dell’energia, per integrare meglio i mercati nazionali, ridurre la dipendenza dai fossili importati e affrontare i prezzi elevati in modo strutturale. A ottobre Ursula von der Leyen ha spiegato al Parlamento che l’UE non ha una vera Unione energetica e ha promesso un piano dedicato su reti, interconnessioni e potere contrattuale degli acquisti comuni.
Il piano punta su cinque assi: sicurezza degli approvvigionamenti, integrazione del mercato, efficienza, decarbonizzazione e innovazione. L’obiettivo è superare la frammentazione e permettere all’energia di fluire agevolmente tra gli Stati.
Costa sottolinea che le misure di emergenza non bastano; serve crescere la produzione interna, elettrificare i consumi e modernizzare le reti. Dal 2021 l’aumento dei costi del gas ha superato i 100 miliardi di euro, evidenziando la vulnerabilità europea.
Tra le mosse immediate, l’Unione ha usato sostegni temporanei, rinviato la regolamentazione sulle emissioni di metano e rafforzato la coordinazione degli acquisti energetici.
Nel lungo periodo, l’UE ha già installato circa 80 GW di rinnovabili nel 2025, ma molte ancora non si collegano. Investimenti infrastrutturali e completamento del pacchetto sulle reti sono urgenti; è anche previsto un aggiornamento del sistema ETS e un vertice europeo a Alden Biesen a Febbraio 2027.
L’Unione dell’energia significa una rete di interconnessioni tra Stati, con un mercato elettrico più integrato, una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti e una gestione comune dei costi.
Durante NetZero Milan, Letta e Gentiloni hanno richiamato che l’Europa è troppi attori, e che l’indipendenza passa per fonti interne rinnovabili e nuove interconnessioni; secondo Acer, i benefici del mercato integrato potrebbero superare i 34 miliardi di euro all’anno.