Energia europea: tariffe, tecnologie innovative e pianificazione delle reti
lunedì 12 gennaio 2026
Le nuove comunicazioni della Commissione riconoscono che il modello tariffario basato solo sui volumi di consumo non è più adeguato in un sistema energetico sempre più decentralizzato. La rete sta diventando centrale ma anche costosa: entro il 2040 servono investimenti importanti, 730 miliardi per la distribuzione e 477 miliardi per la trasmissione. Gli oneri di rete cresceranno nella bolletta, quindi le tariffe non possono limitarsi a recuperare i costi: devono ridurli e guidare comportamenti e investimenti. Si propone una tariffazione più granulare che premi l’uso efficiente della rete, favorisca la produzione distribuita, lo stoccaggio, la flessibilità della domanda e l’uso di contatori intelligenti. Le connessioni flessibili in aree congestionate dovrebbero essere incentivate, pur evitando che diventino alibi per rinviare investimenti strutturali. I costi di rete rappresentano circa il 24-29% della bolletta, e la gestione delle congestioni può ridurli.
Per le tecnologie innovative delle rinnovabili, la Commissione ritiene che l’espansione solo su grande scala non basti. Ostacoli come conflitti di uso del suolo, tempi di connessione e accettazione sociale possono frenare la transizione. Occorre promuovere forme innovative di diffusione come agrivoltaico, solare galleggiante, PV integrato in edifici e infrastrutture, e mini-impianti da balcone, che utilizzino spazi esistenti e integrino energia con agricoltura, trasporti o bacini idrici. Le barriere principali sono economiche (costo e mancanza di economie di scala) e normative (regole pensate per impianti tradizionali che ostacolano soluzioni ibride). È auspicabile definire standard tecnici chiari, semplificare certificazioni e creare aste dedicate che non obblighino l’innovazione a competere con tecnologie mature.
Infine, la Commissione invita a pianificare in anticipo le aree per infrastrutture di rete e stoccaggio, riducendo conflitti e tempi di autorizzazione. Si suggerisce di mappare corridoi infrastrutturali evitando aree di pregio naturalistico, autorizzando deroghe solo se non esistono alternative ragionevoli. Usa strumenti digitali e mappe di sensibilità ambientale e garantisce ampia partecipazione pubblica per prevenire contenziosi. La pianificazione anticipata mira a evitare che l’espansione di eolico e fotovoltaico generi colli di bottiglia, ritardi e costi elevati. Predisporre spazi per linee, sottostazioni e sistemi di accumulo riduce conflitti territoriali e allinea lo sviluppo delle reti a quello degli impianti rinnovabili.