Energia elettrica: l’Italia frena le proposte Ue sulla tassazione
venerdì 30 ottobre 2026
Le bollette elettriche ‘a prova di futuro’ proposte dalla Commissione Europea hanno incontrato ostacoli al Consiglio Energia, chiuso ieri in Lussemburgo. La maggior parte degli Stati membri ha respinto le novità principali della proposta, che mirava a modificare il regolamento 2019/943, tra cui la tassazione dell’energia elettrica e la struttura degli oneri di rete.
La presidenza irlandese cercherà di affrontare di nuovo il dossier al prossimo vertice sull’energia, previsto per il 10 dicembre, con l’obiettivo di approvare un orientamento generale sulla proposta della Commissione.
Uno degli elementi chiave è promuovere l’energia elettrica attraverso un regime fiscale favorevole. L’articolo 18-quater prevede aliquote energetiche differenziate per elettricità e gas, affinché l’elettricità non sia tassata più del gas. Inoltre, un nuovo paragrafo 5-bis attribuisce alla Commissione potere di adottare atti delegati per definire una struttura tariffaria comune e un metodo armonizzato di tariffazione.
L’articolo 18, com’è stato proposto, stabilisce che gli oneri di rete siano basati sui costi, trasparenti e non discriminatori, per incentivare lo sviluppo di reti efficienti e stimolare gli utenti a modulare i consumi. Le tariffe dovrebbero prevedere l’uso di servizi di flessibilità, misurazione intelligente e altre soluzioni digitali.
L’Italia è contraria all’idea di concedere all’elettricità un regime fiscale più favorevole rispetto al gas. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sostiene che una riduzione dell’imposta sull’elettricità o un aumento della tassazione sul gas metterebbe a rischio entrate e sarebbe insostenibile per famiglie e imprese.
Il ministro sottolinea che l’armonizzazione tariffaria non deve ignorare le specificità dei sistemi elettrici nazionali e il ruolo delle Autorità di regolazione. Anche ARERA ha evidenziato criticità su questa impostazione nella propria memoria depositata alla Camera.
Al Consiglio Energia si è discusso anche di obiettivi di efficienza energetica post-2030 e di approvvigionamento per l’inverno 2026/2027. Si chiede spazio di manovra agli Stati membri e si evita, quando possibile, l’uso di target vincolanti. In parallelo, si evidenzia la necessità di una risposta europea coordinata al mercato del gas, con contratti a lungo termine e diversificazione delle rotte LNG.