• Energia e sovranità: luci e ombre delle proposte di Futuro Nazionale

    mercoledì 17 giugno 2026

    Futuro Nazionale, guidato da Vannacci, propone una sovranità energetica contro il Green Deal. Propone rilancio dei fossili, gas estero a prezzi convenienti, taglio degli incentivi alle rinnovabili e fermare la carbon tax. Chiede rilancio del nucleare, sfruttamento di risorse italiane e maggiore uso di biomasse, idroelettrico, dighe e geotermia. L’obiettivo dichiarato è prezzi più bassi e maggiore sicurezza.

    Il nucleare è la bandiera di Vannacci, ma non è una soluzione immediata. Anche con scenari favorevoli, un primo impianto non sarebbe operativo prima del 2030, forse del 2040. I costi stimati superano quelli delle rinnovabili: circa 170 $/MWh contro 50-60 $/MWh per solare ed eolico. L’ipotesi dei piccoli reattori modulari resta incerta e dipende da uranio e catene di fornitura legate in gran parte alla Russia.

    Vannacci critica gli incentivi alle rinnovabili, ma queste restano le tecnologie più economiche e rapide da installare. Nel 2025 le rinnovabili hanno superato il carbone a livello globale; con accumuli, l’eolico e il fotovoltaico possono fornire energia a 54-82 $/MWh nelle zone migliori. In Italia servono reti migliori, più accumulo e procedure autorizzative snellite.

    L’elettrificazione non è da respingere: è una strada da pianificare. Può ridurre l’uso di gas, soprattutto nel calore industriale. Si stima che possa essere elettrificato fino al 60% ora e fino al 90% entro il 2035 con innovazioni; servono incentivi mirati, reti adeguate e una gestione dei prezzi.

    Risorse utili non sono miracoli. Idroelettrico, pompaggio e geotermia hanno senso ma vanno pianificati: modernizzazione degli impianti, 13 GW di pompaggio; geotermia ferma a 0,9 GW. Biomasse hanno potenziale, ma filiere sostenibili, controlli sull’aria e qualità dei sistemi sono essenziali; circa 9 milioni di generatori esistenti richiedono gestione responsabile.

    Il conto finale: l’ora legale permanente è una misura semplice ma marginale. Una politica energetica deve considerare impatti concreti, costi e tempi. Le proposte di Vannacci partono da problemi reali ma offrono soluzioni poco coerenti con dati economici, scientifici e industriali; si cerca sovranità e prezzi bassi, ma si rischiano dipendenze e ritardi.