• Energia e rinnovabili: proposte per fronteggiare la crisi italiana

    martedì 28 aprile 2026

    Le audizioni sulle previsioni del Documento di finanza pubblica 2026 hanno messo in luce diverse proposte su energia e politiche industriali, emerse da Bankitalia, Corte dei Conti, Confindustria, associazioni di artigiani e Alleanza delle Cooperative. Il quadro evidenzia la necessità di interventi mirati e di una gestione attenta delle risorse pubbliche per contenere gli effetti della volatilità energetica senza perdere segnali di prezzo utili alle scelte di consumo e alla transizione verso energie meno dipendenti da rischi geopolitici.

    Bankitalia invita a concentrarsi su misure mirate a famiglie e imprese più vulnerabili, evitando interventi generalizzati. Le azioni dovrebbero essere coerenti con gli obiettivi europei e con la strategia Accelerate EU, che sostiene interventi temporanei ma mirati e non contrari al rafforzamento della produzione nazionale di energia pulita.

    La Corte dei Conti sottolinea la necessità di controllare i conti pubblici e di una selezione più attenta degli interventi: ogni misura deve essere valutata per costo-efficacia per contrastare gli rincari delle materie prime energetiche e per ridefinire le priorità di azione governativa.

    Confindustria analizza l’impatto della possibile crisi legata al conflitto iraniano, stimando aumenti dei costi energetici significativi e rischi per la competitività. A livello europeo propone la sospensione e una riforma del sistema ETS per eliminare la speculazione, mantenere le quote gratuite e rivedere i benchmark. A livello nazionale chiede lo sblocco immediato delle autorizzazioni per le rinnovabili, la proroga del taglio delle accise sui carburanti, l’aumento del credito d’imposta per l’autotrasporto e uno scostamento di bilancio per sostenere le imprese fino al 2026.

    Le associazioni dell’artigianato rilevano che i rincari energetici colpiscono imprese già provate dalla crisi del 2022. Nel 2025 i prezzi finali di elettricità e gas sono previsti superiori del 45,5% rispetto al 2021, con effetti negativi sui margini e sulla competitività, soprattutto per i settori ad alta intensità energetica, alimentando preoccupazioni sulla capacità dell’Italia di rispettare i parametri del Patto di Stabilità senza frenare la crescita.

    L’Alleanza delle Cooperative propone un piano strutturale a lungo periodo improntato allo sviluppo delle energie rinnovabili, all’autoproduzione e all’efficienza energetica, con particolare attenzione alla riduzione delle emissioni e alla transizione verso modelli produttivi sostenibili. Tra le proposte: potenziare le cooperative energetiche (Cer) e lo scambio mutualistico, riorganizzare gli incentivi alla riqualificazione immobiliare per le classi energetiche basse, offrire crediti d’imposta per investimenti low-carbon e accelerare l’elettrificazione di veicoli pubblici e privati.