• Energia e politiche UE: l’Italia chiede margini di flessibilità e nuove risorse

    venerdì 29 maggio 2026

    La Camera ha approvato una risoluzione per rivedere l’assetto delle politiche europee ETS e CBAM, chiedendo una gestione più flessibile a favore della situazione italiana. Si propone di estendere le quote gratuite oltre il 2034, con un percorso graduale di eliminazione a partire dal 2028, e di sospendere l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche finché i prezzi energetici non tornano ai livelli ante-crisi. Per le regioni insulari si prevedono esenzioni temporanee fino al 2035, in linea con le esigenze legate alla discontinuità territoriale.

    Si valuta anche un’ulteriore posticipazione della piena operatività dell’Ets 2 e si seguono i negoziati sul CBAM per renderli efficaci: un controllo completo dell’elenco dei nuovi prodotti a valle, meccanismi anti-elusione, impatti sul mercato energetico e interazioni con la normativa sul mercato elettrico. Diffusione di possibili oneri informativi e, in caso di criticità non risolte, la possibilità di una sospensione temporanea del meccanismo.

    La risoluzione invita a considerare gli effetti della crisi in Medio Oriente, valutando la sospensione dell’applicazione del regolamento sull’emissione di metano nel settore energetico (regolamento 2024/1787) o una sua applicazione flessibile per evitare interruzioni delle forniture.

    Sul fronte finanziario, Italia ed Europa discutono l’uso dei fondi di Coesione, del Fesr e del Just Transition Fund per fronteggiare la crisi energetica, proponendo di riprogrammare strumenti o creare nuovi veicoli finanziari. Il vicepresidente europeo Fitto propone questa via come alternativa alle deroghe al Patto di stabilità; il Comitato delle Regioni critica l’uso dei fondi come “bancomat di emergenza”. La Commissione UE promette approfondimenti il 3 giugno nel pacchetto di primavera.

    La Banca d’Italia, rappresentata da Panetta, chiede misure tampone mirate e temporanee per famiglie e imprese, affiancate da interventi strutturali per ridurre la vulnerabilità energetica. I tre pilastri indicati sono efficienza energetica, sviluppo delle fonti rinnovabili e potenziamento delle reti. L’Italia ha già fatto progressi, ma è necessario accelerare per ridurre la dipendenza esterna e difendere redditi e crescita.