Energia e incentivi della Manovra 2026 in cantiere
lunedì 22 dicembre 2025
La Manovra 2026 è agli ultimi passaggi: la commissione Bilancio del Senato ha approvato il disegno di legge e ora sarà discusso dalla Camera, che voterà domenica 28 dicembre.
Sul fronte energetico, l’articolo 94 ridefinisce l’iperammortamento: diventa triennale, ma senza la maggiorazione per gli investimenti “green” e con la condizione che i beni siano Made in EU.
Inoltre, il maxi-emendamento esclude dall’iperammortamento i moduli fotovoltaici di tipo “A” registrati in ENEA (registro creato dal dl Energia 181/2023), ossia quelli prodotti nell’UE con efficienza di almeno 21,5%. L’intervento è stato visto come mirato ai moduli a eterogiunzione di tipo “C” della controllata Enel 3Sun, unica realtà europea capace di produrli nello stabilimento di Catania (Meyer Burger è in insolvenza).
Tra le novità spiccano le detrazioni per opere di recupero del patrimonio edilizio e riqualificazione energetica: nel 2026 restano in vigore le condizioni identiche al 2025, con ecobonus e bonus ristrutturazioni al 36% e una maggiorazione al 50% per la prima casa; il tetto complessivo detraibile è di 96.000 euro per unità immobiliare.
Altre misure incidono su consumi energetici e prezzo della benzina: l’articolo 30 allinea le accise di benzina e gasolio a partire dal 1° gennaio 2026 per eliminare un sussidio ambientalmente dannoso (Sad); l’articolo 92 prevede la costituzione, entro 30 giorni dall’entrata in vigore, di un tavolo tecnico della Salute per analizzare i consumi energetici degli edifici sanitari e individuare margini di miglioramento.
L’articolo 134-terdecies introduce misure per la decarbonizzazione con un contributo di 35 milioni di euro all’anno per tre anni alle industrie che producono acciaio inox utilizzando principalmente rottami e materiali riciclati.
La norma 134-duodeoctogies modifica l’art. 20 del Dlgs 28/2011 sui collegamenti degli impianti di biometano: fino al 70% dei costi di connessione alle reti di trasporto o distribuzione e al 100% dei costi relativi a sistemi di misura o di compressione saranno a carico dei gestori di rete, mentre il restante 30% sarà a carico dei produttori.
Infine, l’articolo 134-nonagies bis prevede un credito d’imposta per aziende ad alto consumo di elettricità e gas per investimenti in beni materiali e immateriali, secondo le misure del decreto Transizione 5.0, fino a 10 milioni di euro per il 2026.