• Energia e bollette: cosa potrebbe contenere il nuovo decreto

    mercoledì 11 febbraio 2026

    Il Dl Energia/Bollette arriverà in Consiglio dei ministri la prossima settimana dopo la verifica della Ragioneria dello Stato. Secondo le indiscrezioni, non conterrà lo spalma-incentivi per il fotovoltaico né la cartolarizzazione degli oneri generali di sistema, scelte motivate dai rischi sul debito pubblico e dalle opposizioni della finanza e dei grandi operatori del settore.

    L’elemento chiave del provvedimento sarebbe un intervento sul prezzo del gas destinato principalmente alla generazione termoelettrica, mirato a abbassare le bollette delle imprese. L’idea è coprire il differenziale tra il prezzo del gas sui mercati europei (TTF) e quello italiano (PSV) per ridurre i costi.

    È previsto anche uno spostamento di alcuni oneri gravanti sulla bolletta elettrica legati alla produzione a gas, con una possibile sterilizzazione dell’impatto dell’Ets sul settore energetico.

    Un pezzo delle risorse derivanti da gas nazionali potrebbe essere destinato agli energivori, a condizioni favorevoli, aumentando l’uso nazionale di gas upstream.

    Confermate le misure per rafforzare i bonus sociali e gli strumenti di contrattazione a lungo termine dell’energia rinnovabile attraverso la piattaforma Ppa.

    Il Dl dovrebbe costare tra due e tre miliardi di euro, coperti almeno in parte da operazioni di trading sulla gas detenuta da Snam e Gse.

    Il Governo guarda anche all’azione europea: si valuta un intervento comune per abbassare il costo dell’energia, con contatti tra Italia e Germania in vista di un vertice di competitività convocato dal presidente del Consiglio europeo per il 12 febbraio in Belgio.

    Gli industriali chiedono tempi rapidi e scelte chiare. Confindustria sottolinea l’urgenza per la competitività e per evitare una deindustrializzazione in atto; Orsini richiama la necessità di un mercato unico dell’energia e cita il confronto con la Spagna. Avs e Assocarta criticano annunci ripetuti e chiedono misure strutturali piuttosto che bonus temporanei.