Energia e aree idonee: limiti e dibattito tra Sardegna e Stato
martedì 26 maggio 2026
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 88/2026 pubblicata il 25 maggio, ha accolto i conflitti sollevati dalla Regione Sardegna contro sei decreti di Via del Mase relativi a circa 270 MW di impianti agrivoltaici nell’isola. La Consulta ha ritenuto che all’atto di approvazione non fosse stato adeguatamente considerato l’impatto della legge regionale 20/2024 sulle aree idonee, che è stata successivamente censurata in sei punti.
Secondo il quadro giuridico, gli articoli 127, 134 e 136 della Costituzione prevedono un controllo successivo sulle leggi regionali: esse restano efficaci finché la Corte non ne dichiara l’illegittimità. Il Mase aveva invece considerato illegittima la legge sarda poiché avrebbe limitato eccessivamente le rinnovabili e ostacolato gli obiettivi europei, basando le proprie decisioni sull’ipotesi di contrasto con la normativa vigente.
La sentenza valuta anche l’uso dell’ordinanza cautelare n. 4298 del Consiglio di Stato, che aveva sospeso parte dell’art. 7, comma 2, lettera c), del Dm del 21 giugno 2024 sulle aree idonee. La Corte ribadisce che tale provvedimento non è sufficiente a superare la legittimità della legge regionale, e aggiunge che la decisione non esclude future valutazioni di compatibilità ambientale da parte del Mase, purché non disapplichi le parti ancora vigenti della l.r. 20/2024.
Resta aperta la questione di alcuni progetti pendenti oltre i contorni delle Via; per questi sarebbe utile depositare memorie richiedendo al Mase una valutazione esplicita della l.r. 20/2024 non caducata dalla sentenza n. 184/2025.
La presidente della Regione, Alessandra Todde, enfatizza che, finché una legge regionale è in vigore, lo Stato deve applicarla e non aggirarla. L’assessore all’Industria Emanuele Cani evidenzia la necessità di collegare la produzione rinnovabile a crescita economica, competitività, occupazione stabile e valore economico per la Sardegna, accompagnandola con reti efficienti, sostegno all’autoconsumo e alle comunità energetiche.