Energia e ambiente: cosa cambia per Italia e Unione Europea
lunedì 28 settembre 2026
Bruxelles comunica all’Italia su crisi energetica e inquinamento industriale, chiedendo di ridurre i consumi di gas ed elettricità. Una seconda lettera riguarda una procedura d’infrazione per mancato recepimento della direttiva sull’emissione industriale e zootecniche 2024/1785. L’Italia resta esclusa da una nuova infrazione riguardo la direttiva sull’idrogeno e il gas decarbonizzato 2024/1788. Il Piano nazionale di ripristino della natura è stato inviato a Bruxelles con qualche giorno di ritardo, mentre il Piano sociale per il clima attende osservazioni entro ottobre.
In tempo di offerta globale limitata e prezzi volatili, la Commissione invita a ridurre la domanda energetica per contenere i costi. Tra le misure consigliate ci sono riduzioni dei consumi nelle ore di picco, utilizzo efficiente dei contatori intelligenti, flessibilità della domanda, limiti di temperatura negli edifici pubblici e spegnimento dell’illuminazione non necessaria. Il taglio dei prezzi deve essere evitato con nuove distorsioni di mercato. La dipendenza dai combustibili fossili resta una vulnerabilità geopolitica.
L’Italia ha ricevuto una messa in mora sulla direttiva 2024/1785 che aggiorna norme sulle emissioni industriali e zootecniche: mira a utilizzare migliori tecnologie, ridurre sostanze pericolose e dare maggiori diritti ai cittadini, compreso il risarcimento per danni sanitari. Le Autorità hanno due mesi per comunicare le misure di recepimento definitive; l’Unione potrebbe emettere un parere motivato. Altre nazioni sono interessate da altre infrazioni, ma l’Italia non è coinvolta dalla direttiva 2024/1711 sulle regole di mercato elettrico.
Il Piano di ripristino della natura è stato inviato al UE e Bruxelles risponderà entro sei mesi. Contiene misure per proteggere spazi verdi e foreste, con dibattito tra sostenibilità ambientale e trasformazione tecnologica. Alcune associazioni chiedono rapidità di pubblicazione e criticano la priorità data alle aree verdi rispetto alle nuove installazioni rinnovabili.
Il Piano sociale per il clima 2026-2032 è in fase di valutazione: la versione definitiva sarà revisionata da Bruxelles entro ottobre, con contributi pubblici entro ottobre 2026. Il pacchetto vale 9,347 miliardi di euro, di cui quasi la metà per i trasporti e una quota significativa per edilizia, Bonus Energia Plus e assistenza tecnica. Critiche di diverse associazioni sull’esclusione di interventi di riqualificazione termica per edilizia pubblica e microimprese vulnerabili, chiedendo modifiche prima della valutazione positiva.