Energia al centro della politica: tra misure e progetti
giovedì 3 settembre 2026
Il governo presenta un quadro delle azioni energetiche degli ultimi quattro anni, evidenziando il Piano Mattei, il divieto di fotovoltaico a terra sui terreni agricoli e una spinta al nucleare. Le scelte mirano a rafforzare la sicurezza energetica e a rispondere a richieste di gruppi sociali e interessi politici.
Il Piano Mattei ha mobilitato circa 460 milioni di euro per progetti in Africa, con effetti indiretti come il rafforzamento dell’Italia come hub energetico nel Mediterraneo. Grazie a partenariati internazionali, nuovi accordi con fornitori e sviluppi di reti, si punta a diversificare rotte di gas e a potenziare le connessioni elettriche, come il cavo Tunisia-Sicilia (ElMed) con una spesa rilevante sui 1 miliardo di euro.
Il divieto di impianti fotovoltaici a terra su suolo agricolo ha rallentato lo sviluppo di questa categoria, spingendo l’attenzione verso l’agrivoltaico, che deve definire un modello di business sostenibile e convinto.
La discussione sul ritorno al nucleare è entrata in una fase di impostazione normativa: si preparano basi legali per future centrali e una campagna di informazione pubblica, ancora carente rispetto alle rinnovabili, per superare resistenze diffuse.
Sul caro-energia il governo segnala circa 60 miliardi di euro impegnati fin dall’inizio della crisi. Oltre ai decreti Bollette, Energia e Carburanti, si evidenziano misure selettive e strutturali per ridurre i costi al dettaglio e la clausola di salvaguardia nazionale, con l’UE che aspetta un piano d’azione da 14 miliardi entro settembre.
La promozione dei Ppa permette di disaccoppiare i prezzi gas ed elettricità, ma resta da chiarire che si tratta di strumenti di mercato; i meccanismi di formazione del prezzo elettrico non sono stati modificati.
Per le rinnovabili, la crescita è stata notevole: tra ottobre 2022 e aprile 2026 sono stati aggiunti circa 24 GW di capacità, triplicando il ritmo rispetto ai governi precedenti, sebbene analisi indipendenti segnino che non basta per raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec).
Le misure strutturali includono strumenti come Fer, Energy Release 2.0, Conto Termico 3.0, Transizione 5.0 e iperammortamento, insieme a interventi su aree idonee, zone di accelerazione e revisione del Testo Unico Rinnovabili. Il quadro è intrecciato con avanzamenti del Pnrr, direttive Red III e questioni di saturazione di rete.
Guardando al futuro, resta aperta la discussione sulla clausola salvaguardia nazionale, la riforma dell’Ets europeo e le eventuali ripercussioni di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz.