Energia al centro del Piano Casa: proposte per una trasformazione reale
venerdì 22 maggio 2026
In audizione alla Camera, le associazioni di settore criticano l’allineamento tra il Dl 66/2026, noto come Piano Casa, e la direttiva Case Green/Epbd. Chiedono una forte priorità all’efficienza energetica, legando gli interventi agli obiettivi europei e aumentando il ruolo delle ESCo.
Viene sottolineato che l’edilizia residenziale sociale deve garantire standard elevati di sostenibilità ed efficienza, ma la formulazione degli articoli appare vaga e poco allineata con i target europei. L’articolo 2 introduce un programma straordinario di recupero e manutenzione del patrimonio pubblico e sociale con 970 milioni di euro, integrati dal 50% delle risorse del Fondo sociale per il clima, per mitigare gli effetti della transizione energetica sulle famiglie vulnerabili e promuovere l’efficienza.
Federesco ETS avverte che il provvedimento rischia di premiare la spesa anziché i risultati. Propone come strumenti privilegiali i contratti di prestazione energetica (EPC), incentivi modulati sulla classe energetica effettiva raggiunta e strumenti finanziari dedicati (fondi di garanzia e meccanismi per l’acquisto di EPC) per finanziare interventi su orizzonti decennali. Evidenzia inoltre la necessità di fissare la soglia minima di prestazione a classe D, in linea con la direttiva Epbd 2024/1275 (Case Green).
Ecco segnala il rischio che decine di migliaia di alloggi vengano recuperati senza reali risparmi energetici. Richiede requisiti minimi di prestazione energetica allineati a Case Green e l’obbligo di diagnosi energetica preventiva per accedere ai fondi pubblici destinati all’edilizia residenziale pubblica. Solleva anche la questione dell’uscita graduale dai sistemi di riscaldamento a combustibili fossili negli alloggi ristrutturati.
Federesco ETS chiede inoltre di coordinare il Piano Casa con gli incentivi delle Comunità Energetiche Rinnovabili per attivare un iter unico, e di disciplinare esplicitamente la cumulabilità con Conto Termico 3.0 e con i Titoli di Efficienza Energetica, evitando il doppio finanziamento.
Assistal sollecita una valorizzazione esplicita degli interventi di riqualificazione energetica, tecnologica e impiantistica all’interno del Programma nazionale di recupero dell’edilizia pubblica e sociale, coinvolgendo le ESCo. CNA-Confartigianato concordano sull’esigenza di strumenti attuativi che premiano interventi capaci di preparare gli edifici alla transizione energetica, anche tramite rigenerazione urbana e edilizia sociale integrata.
Green Building Council Italia propone premi e incentivi per progetti certificati secondo protocolli energetico-ambientali per il “rinnovamento profondo” degli edifici esistenti e di nuova costruzione. L’Ance richiama l’edilizia integrata pubblico-privata e segnala la necessità di agevolazioni strutturali per le PMI, poiché senza supporto diventa difficile sostenere progetti sul lungo periodo e rispettare i 30 anni di vincolo previsto dal decreto.