Emilia-Romagna amplia le aree idonee per impianti rinnovabili
venerdì 13 marzo 2026
La Giunta regionale ha approvato un progetto di legge sulla Localizzazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio regionale. Il testo individua aree idonee aggiuntive rispetto a quelle definite a livello nazionale e definisce il quadro regionale per l’installazione degli impianti FER, con l’obiettivo di orientare lo sviluppo delle energie rinnovabili in modo coerente con il territorio.
Le aree idonee ulteriori includono: aree limitrofe a siti da bonificare entro 100 metri dai siti interessati, disponibili al richiedente non responsabile dell’inquinamento; aree degli interporti; aree produttive urbanizzate; cave ripristinate da meno di dieci anni; ambiti per biogas e biometano classificati come aree specializzate per attività produttive esistenti. Per l’impianto geotermico, l’articolo 16 prevede la possibilità di installazione non solo nelle aree idonee ma anche in tutte le restanti zone in cui sia accertata la presenza della risorsa geotermica, ampliando quindi le possibilità di utilizzo della geotermia sul territorio regionale.
Sau e agrivoltaico: l’individuazione di un’area come idonea non garantisce automaticamente il diritto all’installazione, ma offre l’accesso alle semplificazioni amministrative previste dalla normativa nazionale. Per le aree agricole, l’installazione di impianti FER non può superare lo 0,8% della Superficie Agricola Utilizzata (Sau) regionale e, all’interno di ogni Comune, non oltre il 2% della Sau comunale. L’agrivoltaico deve inoltre garantire almeno l’80% della produzione lorda vendibile. Sono previsti controlli triennali: se la produzione non rispetta i parametri, scatta un piano di rientro; se la diminuzione è attribuibile all’impianto, decadono i titoli abilitativi.
Compensazioni e obiettivi regionali: il testo prevede interventi di efficientamento energetico e misure volte a promuovere autoconsumo e comunità energetiche rinnovabili (Cer) a favore dei comuni interessati. La mancata attuazione entro i tempi del cronoprogramma comporta la decadenza del titolo autorizzatorio. In linea con il burden sharing nazionale, la Regione punta a raggiungere entro il 2030 circa 6,3 GW di potenza rinnovabile aggiuntiva in Emilia-Romagna, contribuendo all’obiettivo nazionale di 80 GW; secondo la Regione, il potenziale sulle aree idonee potrebbe arrivare a circa 10 GW. Il testo ora passa al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva entro la fine di aprile.