Dove finiscono i fondi dei Btp Green e i loro effetti
venerdì 26 giugno 2026
Dal 2021 al 2025 le emissioni di Btp Green hanno raccolto complessivamente 60,05 miliardi di euro, distribuiti su cinque titoli. Nel 2025, circa 13,6 miliardi di euro sono stati destinati a spese del bilancio statale con ricadute ambientali positive.
La ripartizione delle risorse si concentra in sei categorie: produzione di energia da fonti rinnovabili, efficienza energetica, trasporti sostenibili, prevenzione e controllo dell’inquinamento ed economia circolare, tutela dell’ambiente e della biodiversità, e ricerca in materia di sostenibilità ambientale.
Le due voci che assorbono la parte maggiore sono l’efficienza energetica (circa 6,17 miliardi, 45,2% dell’allocazione) e i trasporti (oltre 4,7 miliardi, 34,7%), insieme circa l’80% delle risorse. Le restanti categorie pesano meno: ambiente e biodiversità circa 1,28 miliardi (9,4%), prevenzione dell’inquinamento 805 milioni (5,9%), ricerca 516 milioni (3,8%), e rinnovabili e autoconsumo poco più di 150 milioni (1,1%).
Per gli acquirenti, i Btp Green sono obbligazioni a medio-lungo termine con cedole fisse semestrali, negoziabili sul mercato telematico. Le scadenze vanno dal 2031 al 2046, con cedole che oscillano tra circa l’1,5% e il 4,1% a seconda della durata.
Per quanto riguarda le rinnovabili, gli interventi supportati dalle emissioni 2025 includono 135,4 milioni di euro per esenzioni dall’accisa sull’energia prodotta da impianti rinnovabili; dal 2021 al 2025 il contributo complessivo è di circa 650 milioni. È stata introdotta anche una novità: 12,6 milioni destinati a impianti rinnovabili nelle montagne italiane, come fotovoltaico, smart grid e comunità energetiche. L’impatto ambientale stimato è di 71 kilotonnellate di CO2 evitata all’anno, con 481 tonnellate di CO2 evitate per milione di euro investito. A livello economico, si stimano circa 99 milioni di euro di PIL all’anno e circa 958 posti di lavoro creati o mantenuti.
Nel capitolo efficienza energetica spicca l’onere principale: 6,09 miliardi destinati al Superbonus 110% per interventi conclusi nel 2023. La voce, interamente finanziata dai proventi dei Btp Green (senza contributi europei), comprende anche circa 81 milioni di euro per riqualificazione di edilizia pubblica nell’ambito del programma ‘Sicuro, verde e sociale’.
Nei trasporti, la categoria rappresenta 34,7% delle risorse: oltre 4,7 miliardi per infrastrutture ferroviarie, elettrificazione di linee esistenti e nuove tratte ad alta velocità. Circa 475 milioni servono al trasporto pubblico locale/urbano, al rinnovo del parco veicoli di famiglie e imprese e al riequilibrio modale del trasporto merci verso la ferrovia; tra i理由 figurano l’Ecobonus automobilistico e per veicoli.
La tutela ambientale e la biodiversità assorbono 1,28 miliardi, con 526 milioni per difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologico (frane, erosione, gestione delle acque). Altre quote finanziano infrastrutture idriche, aree protette e conservazione della biodiversità. La prevenzione e controllo dell’inquinamento ottiene 805 milioni, per azioni su aria, suolo, acque e gestione dei rifiuti. Infine, 516 milioni vanno alla ricerca ambientale, sostenuta da enti come ENEA, CREA e ISPRA e da programmi internazionali.
Globalmente, gli interventi finanziati dai Btp Green dovrebbero ridurre le emissioni di CO2 di circa 38 milioni di tonnellate. In breve periodo si stima un effetto sul PIL di circa 20 miliardi di euro (circa 0,9% del PIL 2025) e circa 318 mila posti di lavoro. A regime, nei dieci anni successivi, si prevede un ulteriore aumento del PIL di circa 13 miliardi.
Infine, l’allocazione rispetta la Tassonomia europea: circa l’82% delle risorse è destinato a attività conformi ad almeno uno degli obiettivi ambientali europei, e circa il 69% rispetta anche il principio Do No Significant Harm.