• Dominio cinese negli inverter e nuove barriere europee

    venerdì 12 giugno 2026

    Huawei e Sungrow restano al vertice della classifica mondiale degli inverter nel 2026 secondo Wood Mackenzie; Sma è al terzo posto, GoodWe ed Enphase completano la top five, mentre Hoymiles e APSystems entrano tra i primi dieci. In tutto 23 aziende valutate per circa il 90% delle spedizioni globali, con 16 realtà cinesi. Huawei e Sungrow sono state le uniche a soddisfare tutti e otto i criteri per la classe A.

    I criteri di valutazione attribuiscono un peso al supporto post-vendita, R&D e stabilità della supply chain (20% ciascuno), ESG (15%), utilizzo della capacità produttiva (10%), e 5% a certificazioni, solidità finanziaria ed esperienza industriale.

    La classifica evidenzia che le scelte non dipendono solo da prestazioni tecniche e prezzo: sviluppatori, investitori e finanziatori cercano anche assistenza a lungo termine, diversificazione produttiva, requisiti di cybersecurity e presenza globale. Cinque delle prime dieci aziende possono rifornire i principali mercati mondiali; investimenti fuori dalla Cina crescono per dazi, contenuto locale e nuove politiche.

    Nove produttori della top ten hanno EcoVadis Silver per la sostenibilità. Tutti investono oltre il 4% dei ricavi in R&D, anche in funzioni come grid-forming, integrazione con accumuli e gestione dell’energia.

    La Commissione europea ha limitato l’uso dei fondi UE per progetti con inverter di fornitori ad alto rischio e, in una comunicazione del 3 giugno, ha annunciato una valutazione dei rischi sugli impianti solari entro fine 2026. La riveduta Cybersecurity Act potrebbe introdurre requisiti più rigorosi per le catene ICT e prevedere un eventuale bando per inverter considerati ad alto rischio.

    Restano domande chiave: come definire 'alto rischio', quali criteri includere (origine, proprietà, accessi remoti, gestione dati, aggiornamenti software, certificazioni), e quale perimetro includere (SCADA, protezioni, sistemi di comunicazione). Una stretta rapida potrebbe incidere su tempi, costi e bancabilità, mentre resta incerta la posizione delle aziende cinesi rispetto a nuove barriere UE.