• Dl Bollette: novità in aula e nuove clausole

    martedì 31 marzo 2026

    Il testo del Dl Bollette arriva all’aula della Camera il 30 marzo, con la fiducia promessa dal Governo e voto previsto per il giorno successivo. Il testo resta blindato rispetto alle modifiche approvate in sede referente dalla X Commissione.

    La Commissione ha dato il via libera a emendamenti chiave: in particolare una disposizione della Lega sul mantenimento delle centrali a carbone fino al 31 dicembre 2038, sostanzialmente identica a una proposta presentata da Azione. La modifica ha suscitato dure proteste da parte delle opposizioni e dell’ambiente. È stato anche approvato l’emendamento 1.03 che rende gli operatori energetici e TLC responsabili della correttezza e trasparenza delle attività di consulenza e delle proposte commerciali, imponendo loro di conoscere le esigenze del cliente prima di stipulare un contratto.

    È stato accolto l’emendamento n. 1.100 dei relatori (Lega e FdI) che rafforza il Codice del Consumo impedendo telefonate o messaggi indesiderati per le forniture di luce e gas senza consenso esplicito; il telemarketing potrà avvenire solo tramite numeri identificativi dei call center e l’onere della prova sulla validità dei contatti resta a carico del venditore.

    L’emendamento 5.58 (riformulato) della Lega consente la costituzione di comunità energetiche rinnovabili anche nel contesto condominiale, ampliando le possibilità di aggregazione tra condomini per produrre energia.

    L’emendamento 4.100, ora rinominato 6.100, modifica la gestione dei proventi dalle aste ETS prevedendo una destinazione di una quota al Ferrobonus e al Sea Modal Shift, cioè agli incentivi per il trasporto via mare.

    Tra le novità approvate tra il 25 e il 26 marzo figurano l’estensione del bonus sociale al teleriscaldamento; garanzie sui PPA di Gse e Sace con un fondo di 250 milioni; benefici della decarbonizzazione per PMI e fasce sociali deboli; tempi più rapidi per le autorizzazioni agli impianti; una “via unica” per progetti con fasi multiple; estensione delle norme sulla saturazione di rete alla distribuzione; accelerazione delle connessioni di data center; e una modifica al termine di certificazione dei punti di ricarica per auto elettriche “intelligenti”.

    Inoltre, sull’articolo 5 riguardante biomasse e bioenergie, si allungano dal 2027 al 2029 la possibilità di rinunciare agli incentivi e si elimina l’obbligo di riconvertire gli impianti a biometano. Viene creato un fondo di circa 1,1 miliardo di euro per il 2026–2027, con stanziamenti fino al 2037, per coprire gli oneri di sistema legati alle bioenergie; i prezzi minimi sono garantiti solo per un numero massimo di ore di produzione (semestre). In caso di saturazione dei fondi, le riduzioni delle ore incentivabili colpiranno prima gli impianti che producono solo energia, tutelando autoconsumo industriale e agricolo. Si permette anche l’uso di piccole quote di combustibili fossili per fasi di accensione e spegnimento degli impianti senza perdere gli incentivi.