Diversificazione delle forniture europee: nuove azioni per la resilienza
lunedì 5 ottobre 2026
La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica dal 29 settembre al 27 ottobre 2026 per definire DiversifyEU, un pacchetto di misure volto a diversificare le catene di approvvigionamento in settori strategici come difesa, cybersicurezza, energia, connettività e infrastrutture, con adozione prevista nel 2026. Il pacchetto potrebbe assumere una forma normativa orizzontale complementare alle iniziative settoriali esistenti, come il Critical Raw Materials Act, il Net Zero Industry Act e l’Industrial Accelerator Act.
La riflessione si basa su vulnerabilità evidenziate dalle politiche europee: l’eccessiva dipendenza da pochi paesi terzi per materie prime critiche e componenti trasformati, tra cui le terre rare. In particolare, la presidente Ursula von der Leyen ha sottolineato lo stretto legame con la Cina e ha annunciato la creazione di una nuova Compagnia europea per le materie prime critiche per migliorare approvvigionamento e scorte.
La finalità del pacchetto è definire il quadro giuridico e stimolare le imprese ad aumentare la resilienza delle loro filiere. Le misure potrebbero includere strumenti commerciali, sostegno all’espansione della capacità produttiva in UE e in partner affidabili, e l’aggregazione della domanda.
Le basi legali indicate sono gli articoli 207 e 31 del TfUE, che lasciano aperta la possibilità di interventi di politica commerciale, inclusi dazi o misure anti-dumping se necessari per tutelare l’UE.
La consultazione mira a raccogliere indicazioni su quali catene di approvvigionamento siano prioritarie in base a criticità e dipendenze, quali misure di sostegno siano utili—finanziarie o non finanziarie—e quali incentivi possano aiutare le imprese a rafforzare la resilienza delle filiere.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), diversificare comporta costi e richiede nuovi strumenti. Istituti di ricerca stimano che nuove iniziative potrebbero aumentare i costi operativi fino al 50% rispetto a filiere consolidate, ma offrirebbero un “premio di sicurezza” contro interruzioni. Per esempio, circa 60 miliardi di dollari nel prossimo decennio servirebbero per diversificare le terre rare destinate a magneti, per soddisfare domanda non cinese entro il 2035. Nonostante ciò, l’esposizione economica potrebbe essere enorme, ma il premio per la sicurezza resta contenuto rispetto al potenziale impatto.
In generale, la diversificazione dovrebbe coprire tutte le fasi della filiera: estrazione, raffinazione, lavorazioni intermedie e manifattura. Gli aumenti dei prezzi delle materie prime possono tradursi in aumenti limitati sui prodotti finali: ad esempio, un possibile incremento dello 0,1% sul prezzo di un’auto per una triplicazione delle terre rare, o circa il 5% sul prezzo di veicoli EV e sistemi di accumulo a fronte di una crescita analoga dei costi delle materie per batterie.