• Delaminazione idrica: una strada per riciclare moduli fotovoltaici

    venerdì 10 luglio 2026

    Recuperare valore dai moduli fotovoltaici a fine vita è una priorità europea per ridurre la dipendenza da materie prime. Uno studio pubblicato su Science Direct, nell’ambito del progetto Quasar, esplora una tecnologia di riciclo basata sulla delaminazione dei moduli in silicio cristallino con getti d'acqua ad alta pressione, per ridurre la contaminazione tra vetro, silicio, metalli e polimeri.

    Il processo inizia con pretrattamenti (cornice, cavi e junction box) e continua con la delaminazione: l’acqua separa gli strati, producendo vetro e una frazione mista di polimeri, frammenti di celle in silicio e interconnessioni metalliche. Quest’ultima frazione subisce separazioni per densità, tavole vibranti, correnti parassite e trattamenti idrometallurgici per recuperare l’argento, con ricircolo dell’acqua.

    Risultati principali: l’argento, purificato idrometallurgicamente, deposto elettrochimicamente e fuso, raggiunge il 97% di purezza in peso. Residui legati a metallizzazioni e saldature (stagno, piombo, rame) restano. Le interconnessioni (smart wire) si recuperano circa 78% in rame, 17% bismuto e 4,5% stagno.

    Per il silicio la situazione è più complessa: si recuperano polvere e frammenti di celle, ma restano impurità di metallizzazione, rivestimenti e drogaggio. Le analisi mostrano fosforo 22,3 mg/kg, argento 13,3 mg/kg, stagno 10,7 mg/kg e calcio 4,8 mg/kg, quindi il silicio recuperato non è pronto per una filiera ad alto valore senza ulteriori passaggi.

    Anche i polimeri contengono residui inorganici e frammenti di silicio, quindi non sono perfettamente puri.

    Lo studio non riporta resa o bilancio di massa; la valutazione quantitativa è rimandata a lavori futuri. In prospettiva industriale la tecnologia riduce la contaminazione tra frazioni e migliora il recupero di materiali di valore rispetto alla frantumazione meccanica, ma i test finora sono su moduli omogenei prodotti dalla stessa azienda e con guasti prematuri.

    Dal punto di vista normativo, i moduli FV rientrano nella direttiva Raee (obiettivi di recupero 85% e preparazione al riuso 80%). Il Critical Raw Materials Act, entrato in vigore nel 2024, fissa obiettivi per il 2030: almeno 10% del consumo interno, 40% di trasformazione nell’UE, 25% da riciclo e non oltre il 65% del fabbisogno da un solo Paese terzo.