• Crescita verde: innovazione, concorrenza e politica industriale

    lunedì 26 ottobre 2026

    La crescita può convivere con la lotta al cambiamento climatico, ma occorre cambiare la direzione dell’innovazione verso produzioni e consumi a basso impatto. Il mercato da solo non basta: servono politiche pubbliche che guidino lo sviluppo delle tecnologie pulite.

    Secondo la teoria della distruzione creatrice, l’innovazione rende obsolete le vecchie tecnologie. Le imprese, quando dominano, ostacolano nuovi entranti. Ci vuole una politica della concorrenza che stimoli l’innovazione e migliori l’ingresso di nuove tecnologie, soprattutto energetiche.

    La carbon tax da sola non basta: occorrono strumenti per correggere l’esternalità ambientale e la diffusione di nuove conoscenze. Tassazione e incentivi all’innovazione verde, coordinati lungo l’intera filiera, possono ridurre costi e emissioni. Ad esempio, nella mobilità elettrica serve crescita simultanea di batterie, componenti, infrastrutture e domanda.

    Decrescita o crescita di qualità? Non serve fermare la crescita: si può puntare a beni e servizi di qualità che richiedano meno risorse. L’aumento del reddito spinge verso servizi e qualità; l’innovazione segue questa domanda. Una crescita di qualità può migliorare benessere e ridurre l’impronta ambientale, anche se non garantisce emissioni in meno.

    Concorrenza, consumatori e politiche industriali: imprese, Stato e società devono collaborare. Consumatori sensibili all’ambiente orientano la domanda e stimolano tecnologie pulite, soprattutto in mercati concorrenziali. Politica industriale e concorrenza sono strumenti complementari.

    Ritardo europeo e IA: l’Europa ha puntato troppo sui regolamenti e poco su investimenti pubblici e coordinamento. Si propone un’agenzia pubblica di ricerca simile alla DARPA. L’IA può ridurre consumi: in un caso di depurazione francese ha tagliato il consumo energetico del 5,4%, le emissioni del 6% e i costi del 8,2%.

    Conclusione: per combattere il cambiamento climatico serve accelerare l’innovazione, adattarsi agli impatti e migliorare la qualità della produzione. Non serve rinunciare alla crescita: basta orientarla a tecnologie meno dipendenti da risorse ed emissioni, con politiche industriali, investimenti e una domanda sostenibile.