• Crescita e costi del FV C&I in Europa: trend e sfide

    mercoledì 24 giugno 2026

    La capacità installata di fotovoltaico nel segmento commerciale‑industriale (C&I) dell’Europa è destinata a crescere notevolmente: da 173 GW a fine 2025 a 460 GW nel 2035, pari a un +166% in dieci anni. Per C&I si intendono impianti da 50 kW a 20 MW, sia su tetto che a terra, utilizzati da attività produttive, commerciali o servizi. L’Italia si distingue per incentivi tra i più generosi dell’UE, grazie a Transizione 5.0 e all’iperammortamento; è tra i mercati più incentivati junto a Svizzera e Austria.

    La domanda elettrica e i driver di mercato mostrano una crescita prevista del 26% tra il 2025 e il 2035 nei quattro mercati esaminati (Germania, Italia, Spagna, Romania). La Spagna guida con +33%, seguita da Germania +30%, Italia +18% e Romania +17%. Il 68% dell’aumento è legato a veicoli elettrici, idrogeno e data center (EV 31%, idrogeno 23%, data center 14%). I data center, motori della domanda C&I solare, ampliano la spinta, ma competono anche per la disponibilità di capacità di connessione.

    Il manifatturiero resta il pilastro delle installazioni C&I in Europa. La logistica è matura in Germania, Francia e Spagna; retail e food & beverage mostrano adozione avanzata in vari Paesi, mentre la sanità è ancora poco sviluppata. Tra i mercati, la Germania ha il potenziale installato maggiore; tra quelli con forte crescita figurano Svizzera, Spagna, Repubblica Ceca, Irlanda e Bulgaria.

    I costi sono destinati a salire nel 2026: in media europea si prevede 1,23 $/W. I moduli tendono a spingere il CAPEX del 5% entro il 2026, trainati dai moduli TOPCon. Dopo il 2026 ci si aspetta una riduzione dei costi, ma rallentata da lavoro, permessi e costi indiretti; Nord e Ovest Europa restano più costosi rispetto a Sud ed Est.

    Gli inverter cinesi, per l’accesso a prestiti/fondi europei, incidono sul costo complessivo: in alcuni Paesi rappresentano fino al 90% del mercato, anche se in Italia l’impatto è meno marcato. L’impatto stimato sul costo totale è tra il 2% e il 3%.

    Tra le barriere future si citano le limitazioni delle reti di distribuzione, i rischi di stagflazione e capex che non scenderanno molto, insieme alla riduzione dei ricavi da immissione in rete, fattori che renderanno la crescita del settore sempre più dipendente da investimenti e innovazione.