Corea del Sud accelera verso l’energia verde con un piano da 747 miliardi di dollari
venerdì 9 ottobre 2026
La Corea del Sud annuncia un piano da circa 747 miliardi di dollari per accelerare la transizione energetica entro il 2035, ridurre le emissioni industriali e rendere più competitive le filiere nazionali. L’obiettivo principale è raggiungere 100 GW di potenza rinnovabile installata entro il 2030, rafforzare le reti elettriche e promuovere l’elettrificazione dei trasporti, insieme a incentivi per la produzione nazionale di componenti fotovoltaici, eolici e accumulatori.
Il piano, denominato Korea-Green Transformation (K-GX), copre il periodo 2026-2035 e combina risorse pubbliche, finanziamenti climatici e investimenti privati per circa 1,0 quadrilione di won (circa 747 miliardi di dollari). Le risorse si strutturano in circa 200.000 miliardi di won di risorse fiscali, oltre 790.000 miliardi di finanziamenti climatici e 220.000 miliardi di won di investimenti privati. Il Governo intende utilizzare la transizione energetica come leva di sviluppo economico, rafforzando nuove filiere industriali e la manifattura nazionale.
Tra le misure figure incentivi fiscali, strumenti di finanziamento agevolato e semplificazioni autorizzative. Una parte significativa dei finanziamenti climatici sarà destinata a PMI e a investimenti regionali. È previsto definire entro la prima metà del 2027 il quadro normativo per l’emissione di obbligazioni verdi sovrane.
Gli obiettivi chiave includono 100 GW di rinnovabili entro il 2030 e, per l’eolico, 12 GW onshore e 25 GW offshore entro il 2035. Per realizzarli si punta a semplificare le autorizzazioni ed eliminare l’obbligo di un anno di misurazioni del vento, affidando dati meteorologici nazionali. Si prevede inoltre il potenziamento delle reti: sostituzione di parti dei conduttori e sviluppo di infrastrutture di trasmissione in corrente continua.
Sul fronte industriale il piano identifica dieci filiere strategiche: veicoli elettrici, batterie, fotovoltaico, eolico, piccoli reattori modulari (Smr), apparecchiature elettriche, semiconduttori di potenza, pompe di calore, idrogeno e tecnologie CCS/CCUS. Per il fotovoltaico si punta su produzione su larga scala di celle solari di nuova generazione entro il 2028, includendo progetti come quelli di Hanwha Qcells.
Le industrie energivore beneficeranno di misure mirate: una parte dei fondi mira alla sicurezza delle catene di fornitura e al sostegno di settori come siderurgia (con test su produzione tramite riduzione diretta usando idrogeno), petrolchimica, raffinazione, cemento e semiconduttori. Per i trasporti, l’obiettivo è che oltre il 70% delle nuove immatricolazioni siano veicoli elettrici o a idrogeno entro il 2035, accompagnando l’elettrificazione del trasporto pubblico e di altri mezzi.
La situazione energetica della Corea resta sfidante: l’IEA evidenza una quota molto bassa di rinnovabili e ostacoli quali scarsità di terreni, alta densità abitativa e vaste aree forestali, oltre a opposizione locale e ritardi infrastrutturali. La rete interna non è interconnessa con i paesi vicini, richiedendo un equilibrio interno tra produzione e consumo. Gli accumuli, pur essendo strategici, incontrano limiti regolatori e non possono ancora partecipare pienamente al mercato all’ingrosso.