• Conto Termico e nuove tappe della Strategia Energetica nella Manovra

    mercoledì 30 settembre 2026

    La Manovra di fine anno attirerà misure chiave sull’energia. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato che tornerà il Conto Termico, senza fornire ulteriori dettagli. Da tempo l’Italia usa la clausola di salvaguardia energetica dell’UE (Nec) per escludere gli investimenti verdi dal calcolo deficit/PIL. Le associazioni chiedono di rifinanziare il Conto Termico 3.0 con parte dei 14 miliardi liberati dalla Nec, estendendo gli incentivi agli immobili residenziali e portando l’aiuto al 65%.

    Le associazioni Aipe, Angaisa, Anpe, Anit, Anfit, Assotermica, EdilegnoArredo/FederlegnoArredo e Assovetro hanno scritto al ministro Pichetto Fratin, alla viceministra Gava e al presidente Fedriga chiedendo di usare la flessibilità di bilancio concessa dall’UE per rafforzare il Conto Termico 3.0. Chiedono anche l’apertura di un tavolo di confronto per discutere la nuova versione e valutarne gli effetti, chiedendo una proroga di 30 giorni sui termini di presentazione delle osservazioni.

    Tommaso Ferrari, assessore alla Transizione ecologica di Verona e presidente della commissione Politiche energetiche di Anci, ha spiegato che la commissione raccoglie le istanze dei Comuni e le riporta al Mase. Tra le questioni aperte c’è il Conto Termico 3.0: si valutano meccanismi per evitare concentrazioni eccessive di domande e per premiare gli enti che hanno censito edifici pubblici e fabbisogni energetici, rendendo più equa la distribuzione delle risorse.

    Oltre al Conto Termico, la Manovra dovrà affrontare misure strutturali contro il caro energia. Il decreto Imprese/Rinnovabili, atteso a ottobre, prevede semplificazioni per Impianti FER e accumuli; eventuali misure a sostegno diretto agli investimenti potrebbero trovare copertura nella legge di Bilancio. Urso ha citato Transizione 5.0, auspicando di prorogarla oltre il periodo 2026-2028.

    A livello industriale, Aurelio Regina di Confindustria Energia richiama l’urgenza di una Bilancio che concili bilancio pubblico e esigenze delle imprese, continuando la lotta ai prezzi energetici. Salvini e Osnato concordano su un possibile contributo di petrolifere e banche, ma restano divisi sullo scostamento di bilancio: Salvini lo considera plausibile, Osnato non necessario.