Commissario per le rinnovabili: tra promesse e cautela politica
venerdì 9 ottobre 2026
L’idea di istituire un Commissario straordinario per sbloccare i progetti delle rinnovabili rallentati dalle autorizzazioni locali ottiene pareri diversi. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, apprezza l’idea in linea generale ma chiede un confronto con le Regioni, perché sono loro a rilasciare le autorizzazioni e l’intervento tocca l’equilibrio politico. È necessaria un’interlocuzione politica e una cornice normativa chiara per procedere.
Urso, intervenendo al Made in Italy Summit, aveva ipotizzato l’intervento del Commissario per rilanciare migliaia di progetti e accelerare la produzione energetica; ha detto che, se necessario, si può ricorrere a questa figura per dare impulso agli investimenti e rispondere rapidamente alla domanda energetica.
Confindustria, guidata da Aurelio Regina, è favorevole: vorrebbe che la figura del Commissario fosse inserita nel decreto Imprese. Il Commissario sarebbe un facilitatore che coordina le diverse pubbliche amministrazioni e fa avanzare i grandi impianti. Confindustria sta lavorando su un tavolo operativo con Terna, E-Distribuzione e Gse.
Un’ulteriore opzione è una corsia preferenziale per autorizzare e connettere impianti utility-scale, supportata da una mappa regione per regione per individuare gli impianti bloccati e valutare potenza e ostacoli.
La discussione resta aperta: si cerca un equilibrio tra semplificazioni, competenze regionali e necessità di accelerare la produzione energetica, con l’obiettivo di far avanzare i progetti senza creare contrapposizioni politiche.