Collettori solari ad aria: test reali per standard internazionali
mercoledì 1 luglio 2026
I collettori solari ad aria traspirata usano l’aria come fluido termovettore per catturare calore solare e possono essere integrati con moduli fotovoltaici, creando sistemi ibridi PV–termici spesso applicati sulle facciate degli edifici o in configurazioni misti.
Il meccanismo è semplice: l’aria esterna viene aspirata attraverso una superficie assorbente porosa, si riscalda al sole e viene convogliata nell’impianto di ventilazione. L’aria preriscaldata riduce il fabbisogno di riscaldamento e, se abbinati al PV, l’afflusso d’aria può anche aiutare a raffreddare i pannelli e recuperare calore.
La misurazione e la certificazione rappresentano un problema chiave. Le norme EN ISO 9806 e ICC 901/SRCC 100 non coprono pienamente questi sistemi, perché l’aria non entra da un’unica apertura come negli collettori tradizionali. L’aria attraversa molte piccole perforazioni, modificando profili di temperatura, scambi termici, perdite e l’influenza del vento. La prestazione dipende da portata d’aria, velocità di aspirazione, radiazione, scambio a onde lunghe, vento, umidità, geometria e distanza tra PV e assorbitore.
Per superare tali limiti, QSBR Innovations e la Queen’s University, all’interno della IEA SHC Task 73, stanno definendo un protocollo di prova dinamico adeguato ai collettori traspirati, adattando il metodo ISO per ottenere parametri affidabili per la valutazione, il confronto tra soluzioni e la validazione di impianti reali. Sono in corso test outdoor su un banco di prova con numerosi sensori per analizzare l’effetto di condizioni climatiche diverse e capire se i risultati su campioni ridotti si possano tradurre in installazioni reali.
I primi risultati indicano che il metodo dinamico è praticabile e potrebbe superare i test stazionari, offrendo valutazioni in condizioni reali e potenzialmente con costi inferiori. Una caratterizzazione accurata permetterà di confrontare meglio i prodotti, integrarsi nei software di simulazione e migliorare la previsione delle prestazioni degli impianti PVT e dei collettori ad aria in generale, includendo anche dispositivi non fotovoltaici come Solarwall.