• Clima UE 2040: crediti internazionali e rinvio dell’ETS2

    martedì 20 gennaio 2026

    La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato l’accordo provvisorio che modifica la Climate Law, fissando per la prima volta un obiettivo netto di riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040 rispetto al 1990. Il voto è stato di 50 favorevoli, 26 contrari e 1 astenuto. Il testo passa ora alla plenaria (9-12 febbraio) per l’approvazione definitiva; seguito dall’adozione formale del Consiglio e dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

    Il nuovo testo mantiene l’obiettivo del 2040 ma permette una flessibilità significativa tramite crediti internazionali: dal 2036 i crediti potranno coprire fino al 5% delle emissioni nette del 1990, con un periodo pilota tra il 2031 e il 2035. Nella pratica, il target implica una riduzione domestica netta dell’85% entro il 2040.

    I crediti devono rispettare criteri di integrità ambientale, addizionalità, assenza di doppio conteggio, permanenza, monitoraggio robusto (MRV), governance trasparente e tutela dei diritti umani. La Commissione dovrà definire origine, qualità e condizioni d’uso in normative successive. Il finanziamento di progetti contrari agli interessi dell’UE è vietato.

    Si orienta anche l’impiego di rimozioni permanenti di CO₂ a livello domestico (BioCCS e DACCS) per compensare le emissioni residue dei comparti coperti dall’ETS. Si considera, inoltre, lo stoccaggio di CO₂ al di fuori dei confini europei solo se esistono accordi internazionali e condizioni simili a quelle UE.

    È confermato il rinvio dell’ETS2 di un anno: entrerà in funzione nel 2028 per edifici e trasporto stradale. In più, il testo introduce una governance più rigorosa, con una valutazione biennale da parte della Commissione sull’attuazione delle traiettorie e possibili misure correttive legislative.

    Critiche sui crediti: ambientalisti temono rischi per integrità ambientale e investimenti interni. Alcuni esperti hanno messo in guardia sull’effettiva ambizione, se si affidano i tagli principali a crediti esterni; altre analisi riconoscono potenziale beneficio della flessibilità, a condizione di standard elevati e di una governance efficace per evitare distorsioni nel mercato del carbonio.