Bollette al centro: tra intenzioni ufficiali e reazioni aziendali
mercoledì 4 novembre 2026
Il ministro dell’Energia Gilberto Pichetto Fratin sta lavorando al nuovo decreto Bollette e punta a portarlo al Consiglio dei ministri domani, 5 novembre. Il testo prevede che i contratti per differenza (CfD) sull’idroelettrico siano volontari. Il ministro si è detto disponibile a valutare modifiche sull’Irap e ha spiegato che l’adesione ai CfD potrebbe essere legata a una gestione più chiara delle misure idroelettriche all’interno della Manovra.
Elettricità Futura critica l’impatto finanziario delle misure, stimando costi di 6-7 miliardi in un anno tra decreto Bollette e Irap. L’associazione propone un tavolo di confronto per evitare di penalizzare produttori e famiglie, e annuncia di valutare un nuovo giornale economico dopo la rottura con Confindustria Energia. Il presidente Salvatore Pinto sostiene che la soluzione del prezzo del gas, fino a ora, non deve gravare sui produttori e chiede certezze per gli investimenti nel settore.
Uno dei cardini è l’articolo 78 della manovra sull’idroelettrico: i CfD sarebbero contratti con il Gse per una quota tra 50% e 80% della produzione, con 800 milioni di euro stanziati per bacini idrici tra il 2028 e il 2030. Pinto ricorda che la modalità sarà volontaria ma non tollerabile se non accompagnata da chiare condizioni, col rischio di ricorsi. Il ministro precisa che l’adesione ai CfD dovrà essere necessaria per accedere ai contributi per manutenzione e sgonfiamento dei bacini, che però deve essere ancora chiarita nel testo. C’è anche l’esplorazione di vie diverse dalle gare tradizionali e dal project financing per rinnovare le concessioni idroelettriche, in collegamento con l’articolo 78. Inoltre, la Manovra introduce una Energy Release per circa 300 mila PMI, valutando di estenderla dall’efficienza energetica agli investimenti in rinnovabili, come pompe di calore.
Sul nucleare, Pichetto non ha fissato tempistiche precise: la legislatura dovrebbe limitarsi a completare il quadro normativo, mentre le decisioni operative spetteranno ai governi futuri. Sulle scorie si considerano soluzioni comuni a livello europeo senza annunci concreti. Fer Z è in fase avanzata con Bruxelles, ma non ci sono scadenze. Inoltre, la detrazione fiscale del 65% per riqualificazioni energetiche non è stata ripristinata per questioni di sostenibilità finanziaria, evitando così problemi di spesa pubblica simili al Superbonus.
Fulcro delle nuove dinamiche resta l’uscita di Elettricità Futura da Confindustria Energia: la decisione è una scelta di rappresentanza, non una rottura con altri comparti. Eni ha espresso opposizione alla ratifica della decisione, mentre EF valuta strumenti di comunicazione indipendenti. Il gruppo annuncia la possibilità di lanciare un proprio giornale economico, affidato a chi vorrà collaborare, per restare influente nel dibattito energetico.