• Basilicata amplia le zone di accelerazione per le rinnovabili includendo aree dismesse

    lunedì 3 agosto 2026

    La Giunta regionale della Basilicata ha deciso di estendere il perimetro delle zone di accelerazione dedicate al fotovoltaico e ai sistemi di accumulo, includendo ex cave, miniere abbandonate e discariche chiuse o ripristinate. L’obiettivo è facilitare il riuso di superfici già antropizzate e ridurre l’impatto sul suolo.

    La Delibera n. 473, approvata il 28 luglio, modifica la proposta di Piano integrandone la documentazione ambientale e dispone all’Unità Ambiente, Energia e Tutela del territorio di aggiornare il Rapporto ambientale con le nuove indicazioni nell’ambito della Valutazione ambientale strategica ancora in corso, tenendo conto delle osservazioni emerse durante la fase di scoping.

    Le zone di accelerazione mirano a concentrare interventi autorizzati con procedure snelle in aree sufficientemente omogenee, dove gli impatti ambientali possono essere contenuti. Sono escluse le aree protette, salvo le superfici artificiali o già edificate presenti all’interno. L’estensione alle cave e miniere cessate, nonché alle discariche o ai lotti chiusi o ripristinati, è ritenuta coerente con l’impianto normativo vigente.

    Secondo il “Report Cave 2025” di Legambiente, in Basilicata esistono 181 cave dismesse o abbandonate, comprese quelle recuperate o ripristinate. L’inserimento di queste categorie punta a minimizzare il consumo di suolo, riqualificare aree compromesse e concentrare gli impianti rinnovabili su superfici già antropizzate, in linea con il decreto legislativo 190/2024, il Pniec e le linee guida europee per accelerare le rinnovabili.

    Il Piano delle zone di accelerazione è l’unico dei due filoni in corso sulla localizzazione degli impianti rinnovabili: parallelamente va avanti anche una legge regionale per individuare ulteriori aree idonee oltre l’articolo 11-bis del D.lgs. 190/2024. L’assessore Laura Mongiello ha spiegato che si sta compilando un inventario dettagliato degli impianti esistenti, autorizzati e in autorizzazione, per individuare superfici disponibili bilanciando sviluppo energetico, paesaggio, agricoltura e beni culturali.

    Per accelerare le autorizzazioni, la Regione ha scelto di partire dal Piano delle zone di accelerazione, rinviando a una successiva legge regionale la disciplina delle ulteriori aree idonee.

    Delibera n. 473 (pdf)