• Autorizzazioni lente: la burocrazia frena le rinnovabili

    venerdì 13 marzo 2026

    Frustrazione e scoramento emergono dall’analisi del Gis sulle autorizzazioni ambientali per le rinnovabili. L’associazione, che comprende circa 40 aziende tra EPC, produttori di inseguitori solari, sottostazioni e sviluppatori di impianti fotovoltaici e agrivoltaici, segnala che circa 3 GW sono già realizzati mentre circa 1 GW resta bloccato. A gennaio 2026 su 1.781 progetti Fer in valutazione, il 69,3% attende l’istruttoria tecnica; 160 mancano della determina CdM e 88 del parere Mic. Il report di Legambiente “Scacco Matto alle rinnovabili” è citato, con Giacchetti che denuncia attese infinite e mancanza di interlocuzione.

    Storicamente, nel 2018 si era spinti verso il Paur regionale, ma la gestione decentrata ha creato rallentamenti e contenziosi. Per accelerare si è spinto il Mase, che è diventato un ulteriore ingorgo. Alcune pratiche sono ferme da tre anni: un progetto che dovrebbe risolversi in mesi può richiedere fino a cinque anni. Si resta in un limbo burocratico senza risposte, con Pec e richieste di aiuto inevase, allontanando investitori e rischiando di far perdere opportunità allo sviluppo del Paese.

    Il tema non è solo di tempi: anche gli oneri istruttori disgustano. I costi variano da 16.000 a 160.000 euro, ma spesso non sono compensati da personale sufficiente per le valutazioni. Guardando all’esempio inglese, l’aumento di addetti e oneri di istruttoria può garantire esiti in sei mesi, mentre in Italia si arriva spesso a quattro anni.

    Il Dl Bollette aggiunge ulteriori incognite: la saturazione virtuale di rete potrebbe spingere una corsa all’autorizzazione per assicurarsi una connessione prevista dal decreto. Ritardi potrebbero spingere gli operatori a cambiare soluzioni di connessione e a ritoccare i progetti e le autorizzazioni.

    Sul contesto generale, si rileva una tendenza a dipingere le rinnovabili come un male da contrastare, mentre impianti e stoccaggi potrebbero risolvere molte criticità energetiche. È necessario riformare il permitting per liberare investimenti, semplificare le procedure e offrire chiarezza e dinamismo al sistema.