• Autonomia europea per la filiera fotovoltaica

    mercoledì 14 ottobre 2026

    Oltre 35 aziende e associazioni europee chiedono all’UE di intervenire per ricostruire la filiera fotovoltaica dall’estrazione del silicio fino alla produzione di celle e moduli, per ridurre la dipendenza dall’Asia.

    L’appello è contenuto in un position paper dell’European Solar Manufacturing Council (Esmc) e arriva nel contesto della discussione sull’Industrial Accelerator Act (Iaa), che mira a rendere l’industria europea più competitiva. Tra i firmatari ci sono anche tre aziende italiane: Ecoprogetti, FuturaSun e Sunerg Solar.

    Le richieste principali mirano a: 1) rafforzare l’Iaa con una definizione di “Made in Europe” più restrittiva e applicazione entro 5 anni a tutte le fasi della filiera, evitando che origine europea si estenda automaticamente grazie a accordi di libero scambio con altri Paesi; 2) introdurre protezioni contro sovracapacità globale, sussidi esteri e dumping; 3) creare strumenti finanziari, tra cui un European Competitiveness Fund nel bilancio 2028-2034, per investimenti e costi operativi, con sostegni mirati anche alle aziende che producono macchinari europei (circa 38 fornitori nel settore).

    La situazione attuale mostra uno squilibrio di capacità: l’Europa ha 12,5 GW all’anno di moduli, 3,3 GW di celle, e nessun impianto europeo di lingotti/wafer. Con progetti annunciati si potrebbe arrivare a 28,1 GW moduli, 13,8 GW celle e 20,3 GW lingotti/wafer entro il 2030. Una filiera di 30 GW all’anno potrebbe generare circa 80mila posti di lavoro e 4 miliardi di PIL aggiuntivi, più 2 miliardi di entrate fiscali all’anno.