• Autoconsumo diffuso: potenziale ancora inespresso e ostacoli operativi

    mercoledì 29 luglio 2026

    L’autoconsumo diffuso ha superato la fase sperimentale, ma resta lontano dal potenziale. Il Gse segnala 4.864 configurazioni, 418,4 MW e 47.862 POD. Le CER dominano in numero e potenza, ma la domanda è bassa e la condivisione rimane limitata.

    La crescita è soprattutto di piccole taglie: circa il 65% delle configurazioni è sotto 20 kW (1.967 sotto 10 kW e 1.203 tra 10 e 20 kW). Solo 52 superano 1 MW. L’87% degli impianti CER è in bassa tensione; i progetti in media tensione restano una sfida a causa della burocrazia.

    L’autoconsumo a distanza rappresenta circa il 14% delle configurazioni ma quasi un quarto della potenza; nel 2025 sono stati condivisi 64,5 GWh e pagati incentivi per 5,82 milioni di euro.

    Il problema non è creare nuove CER ma far crescere quelle esistenti: i piccoli impianti hanno costi elevati rispetto ai ricavi; i progetti grandi (es. 3 MW, con 80% condivisa) sono molto più sostenibili. È utile puntare sull’adesione alle CER esistenti e accelerare fusioni e trasferimenti.

    Il PNRR ha attivato un portafoglio di circa 1,7 GW: 48.750 domande, 29.820 ammesse, 768,3 milioni di euro per 1.739,54 MW. 15.465 domande non finanziabili; molte esclusioni derivano da requisiti, preventivi mancanti o lavori iniziati. Rimangono circa 1,3 GW senza copertura dopo il 2027; serve chiarezza sul destino degli investimenti.

    Ritardi normativi e complessità tecnica rallentano i progetti: decreto attuativo arrivato nel 2024, 342 pagine di norme, problemi di interoperabilità GAUDÌ e scambio dati tra distributori.

    Lo scorporo in bolletta, previsto dal decreto 3/2026, amplia la condivisione e permette di sottrarre energia dalla bolletta. Arera guiderà l’implementazione entro il 2026-2027; modello multi-vendor è preferibile per gestire contratti e misure. L’obiettivo è trasformare migliaia di piccoli impianti in strutture capaci di condividere più energia, con regole chiare oltre il 2027.