Aree idonee per rinnovabili: nuove tensioni tra Regione e Stato
lunedì 2 febbraio 2026
Una possibile nuova controversia legale tra Stato e Sardegna riguarda le aree idonee per impianti rinnovabili. Il dl 175 fissa criteri e un iter autorizzativo semplificato, ma fonti regionali segnalano conflitti di competenze, soprattutto sulle aree militari che la Regione ritiene di sua competenza.
Il decreto qualifica come aree idonee anche beni del demanio militare in uso al Ministero della Difesa. L’ente regionale sostiene che tale previsione sfiora funzioni regionali, alimentando la contestazione.
Alessandra Todde, presidente della Regione, ha definito il dl 175 una delle scelte “inaccettabili” che lasciano le Regioni in balia degli eventi. Il decreto, entrato in Gazzetta il 20 gennaio, chiede agli enti locali di individuare entro 120 giorni nuove aree idonee, seguendo criteri stringenti: tra cui una quota di superficie agricola destinabile alle FER tra 0,8% e 3% e l’esclusione di aree vincolate per motivi paesaggistici o culturali.
La Regione difende la legge n. 20/2024, scritta in recepimento della direttiva Red II. La Corte Costituzionale aveva rilevato criticità sull’offshore e sugli atti autorizzativi già rilasciati. L’intenzione della giunta è riscrivere la normativa regionale basandosi sui rilievi della Consulta.
Per l’eolico offshore, Todde afferma che l’impatto va valutato e che, se non rispetterà prerogative regionali, la Sardegna userà tutti gli strumenti disponibili. Attualmente esiste un solo progetto con parere positivo Via PNRR-Pniec: Ichnusa Wind Power, floating da 504 MW al largo della Carbonia-Iglesias, atteso decreto MIC e produzione stimata di circa 1,6 TWh all’anno.
Il 23 gennaio la giunta ha approvato un’integrazione alle Linee guida sull’Autorizzazione unica degli impianti rinnovabili, definendo le modalità operative della Via all’interno del procedimento unico. L’esito positivo della conferenza di servizi permette un unico provvedimento, comprensivo della valutazione ambientale. Inoltre, entro 120 giorni sarà elaborata una disciplina sull’effetto cumulo di più impianti simili nello stesso territorio, considerando tipologia, estensione, legami tra proponenti e tempistiche di presentazione.