Aree idonee per le rinnovabili: evoluzioni regionali e percorsi in corso
mercoledì 11 marzo 2026
Le Regioni stanno definendo nuove aree idonee per l’installazione di impianti rinnovabili, come previsto dal decreto-legge n. 175/2025, ora convertito. Le notizie arrivano dall’analisi delle proposte regionali e dall’andamento delle consultazioni con gli stakeholder, con cenni a un possibile coordinamento tra le aree idonee e le linee guida agrivoltaiche.
Nella Lombardia, la Giunta prepara una revisione della proposta di legge sulle aree idonee, adeguandola al quadro normativo vigente. Il testo finale, entro tempi rapidi, prevedrà un limite regionale minimo di superficie agricola utilizzata (Sau) per le rinnovabili pari all’0,8%, mentre il tetto complessivo della Sau regionale resta al 3%. Il tetto del 3% comunale può essere superato per favorire progetti CER (comunità energetiche rinnovabili) e autoconsumo industriale, se i Comuni lo prevedono. L’obiettivo è evitare l’impatto sui terreni agricoli più produttivi, con stime che indicano un effetto massimo di circa 7.200 ettari. Legambiente Lombardia chiede invece un rialzo degli standard, ricordando che il 2024 aveva visto 959 MW di fotovoltaico e il 2025 solo 692 MW, con una prospettiva di crescita per soddisfare fabbisogni crescenti.
Anche l’Emilia-Romagna lavora per allinearsi: si discute di una Sau minima dello 0,8% e si prevede un coordinamento con la Lombardia. Il Ddl aree idonee dovrebbe arrivare in Giunta a breve, seguito da iter rapido in Consiglio. Per l’agrivoltaico, è attesa una seconda deliberazione che definisca le perizie asseverate e istituisca una commissione di supporto ai Comuni. Claudia Romano segnala la necessità di considerare anche gli statuti comunali di regolamentazione della concentrazione delle rinnovabili.
Puglia e Marche hanno avviato il confronto istituzionale. In Puglia il Ddl è all’esame della Giunta e poi in Consiglio; nelle Marche l’assessore Bugaro ha incontrato ambientalisti per definire l’equilibrio tra impianti, paesaggio e turismo. Nei due casi, l’obiettivo è realizzare impianti in siti idonei come zone industriali e tetti, accompagnando iniziative di comunità energetiche e la mappatura di immobili regionali.
Campania e Sicilia hanno fornito aggiornamenti operativi: in Campania il Ddl è prossimo all’approdo in Giunta, con georeferenziazione Sau e una circolare per le verifiche quinquennali degli agrivoltaici. In Sicilia, le linee guida sull’agrivoltaico verranno riviste, ma non c’è calendarizzazione imminente. L’accento resta sull’equilibrio tra sviluppo rinnovabile e tutela del territorio, senza nuove estensioni immediate delle aree idonee.
In Abruzzo, Umbria e Sardegna si muovono passi discreti: Abruzzo ha una proposta di legge FdI (n. 116/2026) per adeguare la normativa regionale al Dl 175/2025; Umbria e Sardegna seguono l’evoluzione senza iniziative giunta ufficiali al momento.