Aree idonee in Puglia: criticità e proposte
martedì 24 marzo 2026
Il provvedimento della Giunta pugliese sulle aree idonee è molto restrittivo, giustificato dalla previsione di una forte pipeline di installazioni fotovoltaiche. La proposta è stata presentata come misura necessaria per limitare l’impatto su paesaggio e agricoltura, mantenendo solo quanto strettamente indispensabile ai sensi della normativa nazionale e includendo una serie di condizioni per ottenere i permessi.
Italia Solare critica l’atto per non allinearsi a principi del decreto legislativo 190/2024. Secondo l’associazione, la norma non valorizza l’uso delle rinnovabili come strumento di competitività delle imprese e di soluzione alle crisi industriali. Inoltre, non si fanno riferimenti agli impianti ibridi e ai sistemi di accumulo, fondamentali per una corretta integrazione della rete.
Si chiede di includere le aree agricole anche per impianti ibridi e accumulo, pur imponendo limiti di dimensione. Occorre chiarire che le procedure semplificate per le aree idonee restano valide anche se le opere di connessione interrate ricadono in aree non idonee, altrimenti l’idoneità potrebbe decadere.
Sulle politiche agrivoltaiche, Italia Solare chiede di ribadire che l’agrivoltaico è consentito sui terreni agricoli secondo il DL 190/2024, articolo 11-bis. Propone di qualificare prioritariamente aree agricole non utilizzabili per scopi agricoli affinché si possa raggiungere il 3% di Sau senza impattare l’agricoltura, permettendo impianti di taglia industriale.
Altre osservazioni riguardano costi e tempi. Un importo fisso di 100 €/kW per garanzie di ripristino è ritenuto eccessivo e scoraggiante per i piccoli operatori; le garanzie devono essere presentate entro 60 giorni; i tempi per avviare e chiudere i lavori sono troppo brevi rispetto alle verifiche bancarie, alle procedure Gse e alla fornitura di componenti critici come i trasformatori.