• Aree idonee e energia regionale: prospettive e azioni in Emilia-Romagna

    lunedì 23 febbraio 2026

    L’Emilia-Romagna fissa entro aprile la definizione delle aree idonee e avvia un percorso partecipato per disegnare il piano energetico regionale. Il lavoro si inserisce nel Patto per il lavoro e il clima, con l’obiettivo di offrire una base normativa chiara e coerente tra livello nazionale e regionale, per agevolare investimenti nelle rinnovabili, ridurre i costi dell’energia e sostenere uno sviluppo sostenibile basato sull’autonomia energetica del territorio.

    Il decreto-legge n. 175, come convertito, è ritenuto migliore del precedente Dm del giugno 2024: delimita le aree idonee a livello nazionale e lascia margine di articolazione regionale, utile per tenere conto delle peculiarità locali. Questo quadro normativo favorisce investimenti consistenti, trasparenza verso i territori e coerenza con gli obiettivi di transizione ecologica, riducendo i costi per imprese e cittadini.

    Le zone di accelerazione vengono definite all’interno delle aree idonee; non avrebbe senso definirle senza lo schema normativo nazionale e regionale. Pur essendo noto il contenuto della direttiva Red III, la sua piena recezione non dipende dalle Regioni, ma da un quadro nazionale coerente.

    L’eolico offshore resta una possibile fonte del mix energetico, ma richiede equilibrio tra tutela territoriale e investimenti. In Emilia-Romagna sono in calendario due progetti rilevanti: uno al largo di Ravenna, già in avanzamento con le autorizzazioni, e uno a Rimini da valutare nel merito. però manca ancora un quadro di incentivi nazionali adeguato per l’eolico offshore.

    La Regione riconosce la diffusione della cultura Nimby come ostacolo agli investimenti e punta su informazione, incontri e formazione per trasformarla in Pimby. Le Comunità energetiche (CER) vengono viste come strumento di coinvolgimento che unisce pubblico e privato, sociale, ambientale ed energetico, favorendo l’accettazione delle rinnovabili tramite una comunicazione trasparente e azioni di formazione per cittadini, imprese e amministratori.

    Dal punto di vista industriale, la Regione sta già sostenendo la transizione ecologica con bandi Fesr, puntando su competitività e resilienza del tessuto produttivo. Si cercano sinergie di economia circolare e nuove forme di simbiosi industriale, integrando l’efficientamento energetico dei processi produttivi come asse chiave del nuovo piano energetico regionale.