• Aree idonee: criticità, coordinamento normativo e ruolo dei Comuni

    mercoledì 18 febbraio 2026

    Anci presenta un’analisi sul decreto-legge 175, ora convertito, evidenziando criticità sui compiti di controllo quinquennale degli enti locali sull’idoneità degli impianti agrivoltaici e sulla continuità agricola e pastorale. Senza risorse adeguate, tali controlli potrebbero richiedere competenze esterne con costi significativi, a meno che non siano definiti protocolli uniformi e accordi con soggetti nazionali competenti.

    Viene chiesto che questa questione rientri tra i temi prioritari del tavolo nazionale sul Testo unico Fer (dlgs 190/2024). L’attenzione si concentra anche sul coordinamento tra normativa vecchia e nuova: l’articolo 11-quater complica il quadro normativo per i Comuni, soprattutto in relazione alle deroghe introdotte e alle modifiche del dlgs 190/2024 e del correttivo. È necessaria una maggiore armonizzazione delle procedure e dei tempi, in particolare per interventi soggetti ad attività libera, e un chiarimento sull’obbligatorietà dell’autorizzazione paesaggistica ai sensi del d.lgs. 42/2004 nelle aree idonee e nelle zone di accelerazione.

    Anci propone di specificare meglio le casistiche delle aree idonee con provvedimenti attuativi che definiscano criteri, soglie e condizioni, aggiornando le linee guida nazionali per l’autorizzazione degli impianti rinnovabili e il relativo decreto ministeriale del 10 settembre 2010. Si richiama, in particolare, l’esigenza di considerare l’aumento fino al 20% dell’area in siti già occupati da impianti simili, poiché potrebbe generare ulteriori pressioni in contesti territoriali già saturi di impianti e di aspetti paesaggistici rilevanti.

    Altre criticità riguardano beni del Demanio (militari, uffici interni, della Giustizia) spesso situati in aree di pregio storico-naturale, nonché invasi idrici, laghi di cava e miniere dismesse soggetti a vincoli paesaggistici. Queste situazioni richiedono tutela delle aree agricole e priorità alle produzioni agroalimentari, orientando l’individuazione delle aree idonee per valorizzare superfici non utili all’agricoltura e prevenire conflitti tra obiettivi energetici e alimentari.

    In generale, Anci chiede di tutelare le aree agricole ed evitare consumo di suolo, promuovendo l’uso di superfici alternative per l’agrivoltaico. Per le aree definite a livello regionale, è fondamentale garantire processi decisionali ampiamente condivisi, egualmente coerenti con le peculiarità territoriali e basati sulla conoscenza locale, proponendo la conferenza dei servizi come strumento uniforme e coinvolgendo le Anci regionali.

    Per quanto riguarda l’individuazione della superficie agricola utilizzata (Sau), si richiede di coinvolgere i Comuni per assicurare un impatto corretto sulle definizioni delle aree idonee, estendendo la stessa logica alle aree idonee a mare; anche qui si sollecita maggiore condivisione tecnico-politica e un quadro dettagliato delle localizzazioni, con include del coinvolgimento dei territori interessati.